Arezzo, 23 mag – Aspettava i ragazzini all’uscita della scuola, al termine delle lezioni, poi li aggrediva minacciandoli e li rapinava. “Dammi i soldi o ti meno”, il ritornello con cui estorceva denaro agli studenti atterriti.

Pluripregiudicato

Ma alla fine B.F. kosovaro di 20 anni, è stato identificato e arrestato. Sarebbero 14 le denunce sporte da altrettante famiglie delle vittime dell’immigrato, che operava nella città di Arezzo. I ragazzini presi di mira erano tutti minori, e ad uno di essi lo straniero ha provocato la frattura del setto nasale per rapinarlo dello smartphone. Ventenne ma già pluripregiudicato, il colpevole risiede in Italia regolarmente. A che titolo, ci chiediamo, visto che sul nostro territorio è stato in grado solo di delinquere? Durante le rapine il giovane ha “collezionato” soldi, telefonini, accessori firmati di valore, sempre utilizzando la minaccia e la coercizione. La modalità era sempre la medesima: non appena la vittima usciva da scuola, l’immigrato la “sceglieva”, poi la pedinava e la aggrediva non appena si trovava in una zona isolata – un vicolo, una strada secondaria, un parco. Non temeva niente e nessuno, e rapinava anche gruppi di adolescenti. Diventato un vero e proprio flagello tra i giovani aretini, è stato in breve tempo attenzionato dalle forze dell’ordine che allertate dalle 14 denunce nel giro di due settimane, hanno fatto scattare le indagini che hanno portato al suo arresto. Le porte del carcere di Arezzo si sono aperte per il kosovaro, che già tre anni prima era stato incriminato per avere derubato piccole attività commerciali della zona.

Cristina Gauri

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