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Roma, 20 mag – Non smette di spaccare in due l’opinione pubblica la liberazione di Silvia Romano, la volontaria di della onlus Africa Milele rapita in Kenya nel novembre 2018 da Al Shabaab e liberata in Somalia due sabati fa. Dal momento dell’atterraggio avvenuto all’areoporto di Ciampino, tanti sono stati gli elementi che hanno polarizzato il dibattito intorno alla 24enne. 

Dall’annuncio della giovane di essersi convertita all’Islam, religione dei suoi sequestratori, alla scelta di indossare l’abito velato che costituisce più un elemento riconducibile ad Al Shabaab che ad un vestito tradizionale somalo, fino alle dichiarazioni della Romano che ha candidamente affermato di essere stata «trattata bene» andando, di fatto, ad umanizzare gli appartenenti ad un gruppo terroristico che è solito operare mediante attentati e stragi  sanguinose (l’ultima delle quali pochi giorni fa).

Le polemiche che più hanno inasprito il dibattito riguardano però il riscatto da 4 milioni di euro che l’Italia – si dice – avrebbe sborsato per liberare la ragazza, che nel frattempo ha cambiato nome e si fa chiamare «Aisha». Un riscatto che, secondo ipotesi avanzate da Il Giornale, ammonterebbe addirittura al doppio contando le spese sostenute dall’intelligence tra soffiate, diarie personali e voli spalmati su di un anno e mezzo di ricerche.

Ma gli italiani hanno gradito l’esborso? A tal proposito l’istituto demoscopico Ipsos, diretto da Nando Pagnoncelli, ha condotto un’indagine sul parere dei nostri connazionali in merito al pagamento del riscatto della Romano. I risultati della ricerca sono stati annunciati durante la puntata di DiMartedì, il programma di Giovanni Floris su La7. «Per la liberazione di Silvia Romano, c’è chi sostiene che lo Stato abbia pagato quattro milioni di riscatto. Secondo lei… È sbagliato che lo Stato abbia pagato un riscatto oppure è giusto?». Gli italiani non sono stati teneri con la giovane Silvia, pardon, Aisha. Ben il 42% sceglie la prima risposta, ritenendo quindi che il pagamento del riscatto sia stato un errore; mentre solo il 36% pensa che sia stato giusto. Infine, il 22% «fa l’indiano» e non si esprime in merito. Insomma, complice forse il periodo di crisi economica, complice la discutibile gestione del rientro della 24enne da parte delle istituzioni; complice anche l’annuncio della conversione alla religione dei suoi rapitori, solo un terzo dei connazionali ha ritenuto giusto il pagamento del riscatto.

Cristina Gauri

3 Commenti

  1. E GRAVE CHE CI SIA UN 36% DI ITALIANI CHE GIUSTOFICANO E APPROVANO IL COMPORTAMENTO DI QUELLA SCIAQUETTA E DEL GOVERNO COMUNISTA..L ITALUA HA BISOGNO DI ACQUISIRE DIGNITA DI NAZIONE E MOLTI ITALUANI DEVONO GUARIRE DAL CRETINISMO..ONORE A BENITO MUSSOLINI

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