Milano, 10 giu – Ma come, il rossissimo Beppe Sala propone nella sua Milano il Daspo urbano, ovvero l’allontanamento per i rom che, una volta sgomberati, ritornano ad occupare gli stessi spazi, e nessuno si straccia le vesti? Nessun radical chic di spicco grida al genocidio, alle leggi razziali? Tranne Pippo Civati, che bolla la proposta ventilata dal primo cittadino meneghino come «daspo etnico-razziale», tutti tacciono. Immaginatevi se l’avesse proposta un sindaco leghista. Un po’ come accadde l’anno scorso per la proposta leghista di censire i rom, che venne bollata dal mondo progressista come iniziativa di stampo nazista.

In fase di valutazione

Per ora, l’idea è in fase di valutazione: «Ne stiamo discutendo anche con il prefetto, Renato Saccone», ha subito messo le mani avanti Sala in occasione della colazione con i residenti del Municipio 7 alla Cascina Linterno in zona Baggio. La situazione nell’area ha infatti da tempo passato il limite della sopportazione, un’atmosfera esplosiva con gruppi di nomadi a fare il bello e il cattivo tempo, spostandosi e insediandosi a loro piacimento: a nulla valgono gli sgomberi – loro tornano, tornano sempre. Il sindaco precisa che la misura del Daspo sarebbe relativa solo «ad alcuni spazi, perché poi alla fine ritornano sempre nello stesso punto e bisogna trovare delle formule affinché non lo facciano. Effettivamente vediamo che là dove ci sono i cittadini giustamente si lamentano, bisogna trovare delle formule diverse». Solo, cioè, dove la situazione sta precipitando – così come i consensi per il sindaco dem. E per quanto riguarda la misura dei campi: «A Milano ci sono tremila nomadi, non è che sia contrario alla chiusura dei campi, ma questo vorrebbe dire che rimarrebbero ancora più in giro». Magari arrivando a lambire proprio quelle zone più chic i cui tolleranti residenti, di solito, vedono i rom solo nei fotoreportage strappalacrime di qualche rivista buonista.

Sempre troppo tardi

«A favore e ben disponibile» si dichiara l’assessore regionale alle Politiche abitative della Lombardia, Stefano Bolognini (Lega). Per una volta maggioranza e opposizione sono d’accordo. «Alcuni municipi si sono anche già espressi in tal senso anche su proposta della Lega. Ci sono persone che vengono a Milano per delinquere e altre per vivere serenamente. Nel primo caso in particolare, queste persone possono essere tranquillamente allontanate dalla città. Gente che viene per delinquere e fare reati non ne vogliamo più». Più duro l’assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia Riccardo De Corato, che afferma: «Sulla sicurezza il sindaco Sala si accorge sempre troppo tardi degli strumenti e dei possibili rimedi per risolvere le situazioni più delicate», chiosando: «Il centrodestra gli sgomberi li faceva per davvero accompagnando i nomadi sino al confine di Milano e avviando i rimpatri di chi andava rimpatriato. Il Daspo urbano e la videosorveglianza sono gli unici strumenti utili, concreti e validi ad arginare situazioni come queste».

Cristina Gauri

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