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Roma, 23 feb – Sono saliti a 136, dai 50 di ieri e 89 (poi diventati 115) di stamattina, il numero dei casi confermati di coronavirus in Italia. Una progressione esponenziale che colpisce soprattutto il nord Italia: più di 90 i contagiati in Lombardia, gli altri si distribuiscono fra Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Lazio. Il continuo aumento dei casi sta portando la nostra nazione a ridosso della poco invidiabile terza posizione a livello di classifica globale, attualmente occupata dal Giappone.

La Lombardia chiude scuole, cinema e musei

La regione Lombardia ha deciso di chiudere, oltre alle scuole, i cinema e i musei. Strada seguita anche dal Piemonte, dove le lezioni saranno sospese per una settimana. Si sta valutando, nel corso di queste ore, anche di varare ordinanze specifiche per negozi ed attività commerciali, mentre alcune aziende hanno già comunicato ai propri lavoratori la possibilità di essere esentati dal lavoro.

Università chiuse

Sospese per una settimana tutte le attività didattiche – lezioni, appelli e sessioni di laurea – nei poli universitari di Lombardia, Veneto (a Venezia è stato anche annullata la tradizionale festa di carnevale), Piemonte ed Emilia Romagna. Quest’ultima – dove si registrano sempre più casi a partire dai 9 registrati a Piacenza, provincia al confine con i focolai di Lodi – starebbe ragionando sulla possibilità di chiudere anch’essa le scuole locali.

500 poliziotti presidiano le zone isolate

Dalla “zona rossa” della bassa lodigiana sottoposta a quarantena per decreto del consiglio dei ministri di ieri sera, intanto, giunge notizie dell’attivazione di 35 varchi, presidiati costantemente da oltre 500 fra poliziotti e carabinieri – non è esclusa anche l’opzione di mobilitare l’esercito – che resteranno attivi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 per tutta la durata dell’emergenza ed impedire l’accesso e l’uscita dall’area. Sono otto invece i varchi attivati attorno al comune vicentino di Vo’ Euganeo, dove si è registrato il primo decesso da coronavirus in Italia.

Nicola Mattei

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