Torino, 16 giu – La grillina Chiara Appendino ha ricevuto un avviso di garanzia. Il sindaco di Torino, infatti, è stato inserito nel registro degli indagati per quanto riguarda una consulenza per il Salone del libro. L’accusa è quella di concorso in peculato. È stata la stessa Appendino a darne notizia: «Per trasparenza nei confronti dei cittadini – ha scritto su Facebook il sindaco pentastellato – vorrei rendere noto che ho ricevuto un avviso di garanzia con riferimento alle indagini per la consulenza affidata dalla Fondazione per il Libro al mio ex capo ufficio stampa per un valore di 5000€ lordi».

Un favore illecito?

L’ex capo ufficio stampa della Appendino, Luca Pasquaretta, avrebbe però restituito quella somma «già a suo tempo». Come spiega sempre il sindaco, infatti, «quando, alcuni mesi prima dello svolgimento del Salone del Libro, circolò sui giornali questa ipotesi, risposi in aula a un’interpellanza dichiarando che non era assolutamente intenzione dell’amministrazione procedere in tal senso. Nonostante questa posizione, quella consulenza venne comunque affidata dalla Fondazione». Tuttavia, «secondo la ricostruzione dei pm, questa consulenza non fu poi svolta dall’interessato e, per questo, viene ipotizzato il peculato. Spetterà a lui difendersi e eventualmente ai giudici stabilire chi ha ragione».

Gli inquirenti puntano l’Appendino

Le indagini Pasquaretta, però, hanno portato gli inquirenti a mettere sotto la lente di ingrandimento la stessa Appendino: «Nel mio caso – spiega il sindaco – si ipotizza il “concorso” nello stesso reato poiché, secondo i pm, la consulenza sarebbe stata affidata e pagata, cito testualmente, con il mio “accordo”. Sono tranquilla e, quando in settimana verrò ascoltata dai PM, offrirò loro tutti gli elementi in mio possesso e di mia conoscenza per difendermi da questa ipotesi e provare la correttezza del mio operato».

Elena Sempione

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