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Roma, 5 feb – Era parzialmente bruciata lo scorso agosto, per ragioni tuttora sconosciute, ma, a quanto sembra, dolose e CasaPound Italia si era subito attivata con una sottoscrizione per ripristinarla. Parliamo dell’enorme scritta “Dux” sul monte Giano, nel reatino. Ieri, i militanti della tartaruga frecciata hanno tenuto fede alla parola data. “Come avevamo promesso dopo il devastante incendio dello scorso agosto – ha spiegato in una nota il vicepresidente di Cpi Andrea Antonini – oggi, insieme ai volontari della protezione civile della Salamandra e dell’associazione ecologista la Foresta che Avanza, siamo saliti in cima alla montagna che sovrasta Antrodoco ripristinando una parte della gigantesca scritta andata in fumo”.
Circa 200 le persone che hanno contribuito alla “riparazione” dell’opera, ripiantumando e mettendo a dimora mille pini austriaci, analoghi a quelli andati distrutti, acquistati grazie alla raccolta fondi a cui hanno partecipato tantissimi italiani. “Questa è CasaPound – aggiunge Antonini – e questi sono gli uomini che ne fanno parte: persone che si mettono in gioco in prima persona, che agiscono e risolvono i problemi, persone che amano la propria terra e che non hanno paura di rimboccarsi le maniche quando è necessario. Quello di oggi è però anche un atto simbolico. Vogliamo che l’Italia, e il Lazio con lei, torni a essere quello che era una volta: un Paese coraggioso e capace di opere straordinarie, come fu quella scritta realizzata durante il fascismo, che ancora oggi rappresenta un presidio indefettibile per la sicurezza del territorio reatino. Un paese dove non ci sono territori che fagocitano tutte le risorse e periferie abbandonate a loro stesse, ma una comunità organica che lavora insieme per il bene di tutti”.
La scritta “Dux” fu realizzata in omaggio a Benito Mussolini nel 1939, con 20 mila abeti piantati su un’area di 8 ettari dagli allievi della Scuola delle Guardie Forestale di Cittaducale. È talmente imponente che, nelle giornate più terse, è visibile persino da Roma, dal Gianicolo e da Monte Mario, che dista 80 chilometri da Antrodoco. Negli anni Cinquanta venne effettuato un nuovo intervento di rimboschimento, che fece scomparire la parte basale della scritta (che oggi appare come un rettangolo sotto alla parola “Dux”). Da sempre al centro di aspre polemiche, la scritta è unanimemente considerata patrimonio artistico e monumentale naturale, oltre che parte dell’identità di Androdoco.
 



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5 Commenti

  1. Commovente momento di impegno e vera militanza civile……. c’è chi protegge lo spaccio e la feccia africana, c’è per fortuna chi esalta e cura le bellezze naturali patriottiche. Grazie. DVX.

  2. complimenti ottimo!
    allego un link per un breve excursus riguardo l’operato della milizia forestale nel corno d’africa

  3. opere di quel che furono la milizia forestale e l’istituto agricolo coloniale italiano…
    materiale per un futuro articolo e-o viaggio di carattere storico natualistico…

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