Roma, 24 ott – Gli stranieri arrivano e gli italiani se ne vanno. E il saldo tra chi arriva e chi va è favorevole ai primi. Sì, perché se i dati Unhcr affermano che tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2017 sono sbarcate in Italia 119.247 persone, l’ultimo rapporto della Fondazione Migrantes dice che lo scorso anno se ne sono andati a vivere all’estero 128 mila italiani. Una cifra pari al 3,3% in più rispetto all’anno precedente.

Europa, con Germania Regno Unito e Francia in testa, e America Latina, con Brasile e Argentina, sono le mete predilette degli italiani che decidono di emigrare. Un rapporto che sottolinea come la mobilità italiana, dal 2006 al 2018 sia aumentata del 64,7% passando, in valore assoluto, da poco più di 3,1 milioni di iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) a più di 5,1 milioni.

Ma il dato che fa più scalpore è che non sono solo i giovani ad andarsene: si registra infatti un’impennata di over 50 che ha deciso di fare i bagagli e abbandonare l’Italia. Dati alla mano, il 37,4% degli emigranti italiani ha tra i 18 e i 34 anni, un quarto ha tra i 35 e i 49 ma il dato che sorprende è l’aumento degli espatriati over 50. Rispetto al 2016 la Fondazione Migrantes ha registrato un +20,7% di emigranti appartenenti alla fascia di età tra i 50 e i 64 anni, un +35,3% nella classe 65-74 anni, un +49,8% nella classe 75-84 anni, e un +78,6% dagli 85 anni in su. Non sono solo giovani in cerca di fortuna, ma persone che hanno maturato la decisione di lasciare il proprio Paese perché ogni giorno diventa sempre meno sostenibile vivere dignitosamente, a causa di un lavoro per nulla stabile e sicuro, sempre malpagato, e a fronte dei sempre più consistenti aiuti agli immigrati a scapito degli italiani. Inoltre la metà degli italiani partiti è del Sud (1.659.421) e delle Isole (873.615).

A testimonianza di questa situazione in cui versano gli italiani adulti il Rapporto spiega: “Sicuramente ci si trova davanti alla necessità di provvedere alla precarietà lavorativa di italiani con più di 50 anni rimasti disoccupati e privi di prospettive in patria, i cosiddetti ‘migranti maturi disoccupati’. Si tratta di persone lontane dalla pensione o che hanno bisogno di lavorare per arrivarvi e che devono mantenere la famiglia”.

Tuttavia, non è tutto oro quello che luccica e non sempre chi emigra trova successo e fortuna. Tra i cosiddetti expat nel Regno Unito, ad esempio, nella sola città di Londra da gennaio a luglio 2018 sono stati 3.800 gli interventi realizzati dall’Ufficio Servizi Sociali del Consolato generale per aiutare residenti e turisti. Ben 126 italiani a Londra vivono in condizioni di povertà estrema. E anche in merito ai senza fissa dimora italiani a Londra, pur non essendoci dati precisi, la stima del Console generale è che la situazione sia peggiorata negli ultimi anni, con un incremento dei senzatetto e dei connazionali ricoverati nei centri di salute mentale.

Anna Pedri

 

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  1. Désolé,resto in Francia,anche se i gallici sono un popolo particolare,l’Italie mi disgusta,solo bla bla bla ,e nulla cambia.Solo con le armi e mandare eroineuropa ha quel ………. W IL DUX unico uomo degno!

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