Milano, 1 set – La mano è infantile e lo stile non lascia certo pensare all’azione di aspiranti neo brigatisti, ma quella targa imbrattata con un pennarello rosso dà piuttosto fastidio.

La targa in memoria della caduta del Muro di Berlino

Siamo a Milano, in centro, davanti ai piccoli giardini dedicati al giorno in cui nel 1989 crollò il Muro di Berlino. Un piccolo quadrilatero verde intitolato al momento in cui la Germania si avviava a tornare ad essere una e l’Europa, almeno idealmente, rivedeva la luce negatale dalla spartizione disegnata dai vincitori della seconda guerra mondiale. Le macerie di quell’odioso simbolo erano le stesse che appartenevano al comunismo ormai avviato verso la sua definitiva sconfitta storica.


Lì è capitato che qualche ragazzino, viziato e annoiato, una sera d’agosto, abbia voluto lasciare la propria improbabile presa di posizione rispetto a un evento di epocale importanza. “Ne vogliamo un altro” (di muro), “Viva Stalin, viva il Baffone”, “Ddr, Pcus” e la firma orgogliosa della “falce e martello”.

Piccoli comunisti crescono? Fosse vero ci sarebbe quasi da rallegrarsene, dal momento che gli eredi di quella storia pesante e tragica, avendone mantenuto solo prepotenza e ottusità, si sono ridotti a fare gli “utili idioti” (cit.) del globalismo di matrice occidentale. Anche perché ci sarebbe da ridere a vedere sfilare i “pride” in un’immaginaria nuova Germania Est, a praticare “accoglienza” presso una Cortina di ferro del terzo millennio o a celebrare l’incontro tra Greta Thunberg e un novello Josif Stalin…

Ci concediamo un simile “cazzeggio” con lo stesso spirito con cui ascoltiamo e leggiamo le lagnanze, le indignazioni e gli appelli alla mobilitazione antifascista che, a Milano come altrove, si producono ogni qual volta nel mirino di vandali ignoti finiscono targhe, corone e persino panchine dedicate a figure o cause della “parte giusta”.

Fabio Pasini

Commenti

commenti

5 Commenti

  1. Da fascista dico che il muro tra capitalismo e comunismo era una bella cosa e che i muri sono una bella cosa (immigrazione). La pensa come me anche Fusaro e tanti altri.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here