Roma, 15 lug – Oggi le anime belle della stampa di sinistra  si dolgono per lo sgombero di una ex scuola occupata da numerose famiglie di immigrati che è avvenuto a Roma, in via Cardinal Capranica. Ma già 5 giorni  fa i movimenti di lotta per la casa si sono presentati davanti alla sede della Regione Lazio per protestare contro l’intervento della polizia programmato per lo stabile. Come facevano, però, gli antagonisti a sapere con così tanto anticipo di quest’azione?

La manifestazione di giovedì scorso

Ufficialmente, gli antagonisti si trovavano davanti alla sede della Regione Lazio per protestare contro la linea dura adottata grazie al decreto sicurezza in materia di sgomberi. La Prefettura aveva dato notizia ai movimenti della lotta per la casa responsabili dell’occupazione che, in mancanza di un accordo relativo ad una sistemazione alternativa per le famiglie (che complessivamente vanno a rappresentare 340 persone) si sarebbe  arrivati allo sgombero. Tuttavia, non è mai stata specificata una data precisa per l’intervento delle forze dell’ordine presso lo stabile di via Cardinal Capranica.

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Il tam tam dei centri sociali

Ma proprio dopo la manifestazione di giovedì, sui social network è iniziato un passaparola tra i profili dei centri sociali, quelli dei movimenti per la lotta alla casa a loro connessi e i loro sostenitori, tanto da arrivare a dare un appuntamento preciso: e la data è quella di lunedì scorso, alle prime ore dell’alba. Gli antagonisti, insomma, sapevano bene che (con ogni  probabilità già dal giorno della manifestazione davanti alla Regione Lazio) che proprio per quel giorno era programmato l’intervento della polizia presso l’ex scuola occupata. La domanda sorge spontanea: come facevano i compagni a sapere la data dello sgombero?

Talpe finte e vere volpi …

Quando si parla di occupazioni a Roma i giornalisti del quotidiano “giovane e fresco” guidato da Enrico Mentana ovvero Open, la “presidenta” Laura Boldrini o i rappresentanti della Chiesa si stracciano le vesti e ne approfittano per chiedere lo sgombero di CasaPound (dove, comunque, vivono sempre delle famiglie in emergenza abitativa ma essendo di italiani, immaginiamo che non vengano ritenute meritevoli di comprensione): se rammentate bene, si arrivò a parlare persino di una talpa nel palazzo di via Napoleone III, nella persona di una maestra d’asilo che essendo dipendente comunale avrebbe avuto accesso a mefistofelici atti secretati. Come si è poi rivelato, la talpa era un’affascinante invenzione giornalistica o strettamente detta bufala architettata dai soldatini del gruppo L’Espresso. Che oggi, opportunamente, tacciono – l’unica testata ad essersi posta la domanda sul sospetto preavviso degli antagonisti in merito allo sgombero di via Cardinal Capranica è stata, infatti, Il Messaggero. Quando si tratta di amici di amici, i giornalisti di sinistra perdono improvvisamente la verve investigativa …

Ilaria Paoletti

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