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“Siamo entrati nella quarta ondata”. Solito allarmismo Gimbe (ma gli ospedali sono semivuoti)

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Roma, 29 lug – Ci risiamo, la Fondazione Gimbe fa ancora allarmismo: “Siamo entrati nella quarta ondata“. A preoccupare sarebbe l’incremento di contagi ma anche qualche ricovero in più. I dati sono quelli del monitoraggio indipendente della fondazione relativi alla settimana 21-27 luglio. Nel dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano +24 ricoveri in terapia intensiva (+14,5%) e +417 ricoveri con sintomi (+34,9%). Ancora, +20.559 casi di isolamento domiciliare (+42,9%) e 31.963 nuovi casi (+64,8%).

Fondazione Gimbe: “Entrati nella quarta ondata”

Numeri che bastano alla Gimbe per decretare l’avvio della quarta ondata del Covid. “Il virus circola più di quanto documentato dai nuovi casi identificati, di fatto siamo entrati nella quarta ondata”, spiega il presidente della fondazione Nino Cartabellotta. Eppure, a guardare i numeri appena citati, è evidente la sproporzione tra aumento dei contagi e il lieve incremento dei ricoveri. E’ la prova che, con il caldo – che uccide il virus – e il numero sempre più alto di vaccinati, la variante Delta non deve preoccupare.

Ecco tutti i numeri del monitoraggio



Tornando ai numeri della Gimbe, nella settimana 21-27 luglio, rispetto alla precedente, in tutte le regioni eccetto il Molise si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi e in 40 province l’incidenza supera i 50 casi per 100mila abitanti. Tre province fanno registrare oltre 150 casi per 100mila abitanti: Caltanissetta (272), Cagliari (257) e Ragusa (193). Anche qui, attenzione: con oltre 50 casi per 100mila abitanti scatta la zona gialla, ma soltanto se il dato è regionale e non provinciale. Dopo 15 settimane di calo, tornano a salire anche i decessi: 111 nell’ultima settimana, con una media di 16 al giorno rispetto agli 11 della settimana precedente.

Ricoveri e terapie intensive ben al di sotto della soglia di rischio

“Dopo i primi segnali di risalita registrati la scorsa settimana – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui servizi sanitari della Gimbe – si conferma un lieve incremento dei ricoveri che documentano l’impatto ospedaliero dell’aumentata circolazione virale”. Complessivamente, il numero di posti letto occupati da parte di pazienti Covid in area medica è passato dai 1.088 del 16 luglio ai 1.611 del 27 luglio e quello delle terapie intensive dai 151 del 14 luglio ai 189 del 27 luglio. Ma, come vediamo, le percentuali rimangono molto basse. Stiamo parlando, a livello nazionale, del 3% in area medica e 2% nelle terapie intensive, con tutte le regioni che registrano valori nettamente inferiori al 15% per l’area medica e al 10% per l’area critica.

La fondazione in pressing sulle vaccinazioni

L’obiettivo dell’allarmismo della Gimbe è spingere sulle vaccinazioni. Infatti la fondazione fa presente che ci sono ancora oltre 2,5 milioni di over 60 non vaccinati. E al contempo che mancano all’appello 3,1 milioni di studenti (dando per scontato che debbano fare il vaccino). Peraltro, conclude la fondazione, non ci sono abbastanza dosi né il tempo sufficiente per immunizzare gli studenti. Ecco perché, fa presente Cartabellotta, bisogna occuparsi subito di tutto il resto, per mettere in sicurezza le scuole. “Dall’idonea areazione e ventilazione dei locali, a efficaci strategie di screening periodico e sistematico di studenti e personale scolastico, da nuove regole per i trasporti locali allo scaglionamento degli orari di ingresso”, conclude.

Adolfo Spezzaferro



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