Roma, 4 set – C’è qualcosa, nella storia dello stupro di Rimini, che finalmente è riuscita a indignare anche Repubblica. No, non sono le botte al turista polacco, lasciato tramortito a terra mentre se ne stava per i fatti suoi. No, non è nemmeno la violenza carnale perpetrata nei confronti della sua ragazza, stuprata e poi gettata in mezzo ai materassini come uno straccio vecchio. Non è nemmeno il successivo stupro di un trans peruviano. Men che mai è la condizione di “rifugiato” di cui godeva, nel nostro Paese, il capobanda della gang di belve. No, Repubblica si è soprattutto indignata per gli “insulti razzisti” che hanno cominciato a comparire sulla bacheca di quest’ultimo.

Leggiamo: “Il primo ‘intervento’, postato attorno alle 8,50 di questa mattina, è una domanda: ‘Sei tu il colpevole?’. Da lì in poi è un fiume in piena, con centinaia di post in appena poche ore. Il tono è quello che si può immaginare: insulti, auguri di morte, più gli immancabili ‘negro di m…’, ‘maledetto africano’, ‘scimmia’, ‘mandiamoli (plurale, tutti gli africani, ndr) in un campo di concentramento e bruciamoli vivi’, ritratti di Adolf Hitler e altre simili amenità. Alcuni commenti, del tutto analoghi, arrivano anche dalla Polonia, il paese da cui proviene la turista stuprata”. Oddio, qualcuno ha dato della scimmia a uno spacciatore e stupratore, avvertite la Boldrini e facciamo una campagna in sua difesa.


La trasformazione di Butungu da carnefice a vittima è iniziata. Come se l’ira popolare, in questo caso, non fosse sacrosanta. Certo, molti non vanno per il sottile, ma concentrarsi sulla correttezza dei commenti contro lo stupratore anziché sulle storture criminali di un sistema che porta certa gente a scorrazzare per le nostre strade a spese con tanto di “protezione umanitaria” è tipico di una sinistra anti-italiana per partito preso.

Giorgio Nigra

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5 Commenti

  1. Il vero problema è che sono solo commenti, il linciaggio doveva essere fisico. Le parole e le manifestazioni servono solo a dimostrare quanto siamo deboli. Bisogna agire e subito, il tempo è scaduto.

  2. Purtroppo, come vado sostenendo da tempo il problema di questo Paese non sono gli immigrati civili o incivili che siano, sono i comunistoidi, gente che racchiude nel modo di essere e di pensare una sorta di degenerazione della cultura occidentale fino ad una specie di autolesionismo e inettitudine, ipocrisia e odio per chi non la pensa come loro “i giusti”, gli “eletti”, “gli unti dai partigiani”. Loro odiano a tal punto questa nostra società che sono disposti a tutto pur di distruggerla ed arrivare finalmente alla loro stramaledetta rivoluzione “culturale” (gli rode ancora dal ’17, dal biennio rosso, dal ventennio e dal dopoguerra democristiano) e dopo settantanni di propaganda per menti deboli ora hanno l’occasione di arrivarci facendo entrare in Italia tutti gli scarti e la feccia del mondo alla quale loro si sentono tanto in sintonia, che amano e che vogliono aiutare a costo di sterminare tutti gli italiani non allineati al loro volere. Fermiamoli, siamo ancora in tempo.

  3. Questo verme va castrato, non chimicamente, e quello che avanza va rimandato in Congo, possibilmente tramite la Kyenge. Come scorta potrebbe andarci Scalfari

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