cavallerizzaTorino, 26 mag. Il movimento antagonista ha alcune città-roccaforte, questo è noto. In una di queste, Torino, da qualche giorno è stata occupato un edificio prestigiosissimo: la Cavallerizza Reale, ubicata nelle immediate vicinanze di Palazzo Reale. Gli edifici pertinenti al Palazzo, Cavallerizza compresa, furono ideati dallo Juvarra a fine XVII secolo. Ormai da troppi anni quelle che erano le scuderie dei re sabaudi versano in uno stato di disdicevole abbandono.

Pochi giorni fa esponenti del CSOA Askatasuna, dopo lo smacco subito con lo sgombero della “Verdi 15”, collegio universitario che sorgeva a poche decine di metri, hanno pensato bene di occupare la Cavallerizza, con l’intento, almeno stando a quanto hanno dichiarato, di organizzarvi una “kermesse alternativa”.

Praticamente nulle le reazioni della giunta comunale targata PD guidata da Fassino. Fino a quando un camion ha tentato di consegnare un palco per gli eventi in programma agli occupanti dello splendido complesso.

Un palco da parte di chi? Stando all’autista, da parte di un “funzionario del Comune” suo superiore. Ohibò. Che a Torino le amministrazioni di centrosinistra abbiano sempre fatto ben poco di concreto in merito alle decine di occupazioni dell’area antagonista è cosa nota (del resto lo stesso Askatasuna è di proprietà del Comune). Ma, se quanto ha detto il trasportatore corrisponde al vero, qui si sfocerebbe nella connivenza. A Palazzo Civico naturalmente non si riesce ad emergere dal marasma burocratico ed a individuare il misterioso funzionario. E’ in ogni caso stata avviata, pare, un’indagine interna.

Il palco, un tempo “parcheggiato” vicino al CSOA, (il presidente della Circoscrizione naturalmente nemmeno sapeva esistesse) era stato portato tempo fa in periferia per un ballo. E poi? Dimenticato lì. Finché, a quanto pare, non è arrivato l’ordine di “restituirlo” agli occupanti del centro sociale. Che oggi, vedendo arrivare il camion, hanno chiesto al guidatore di fare cortesemente una deviazione e farlo arrivare alla Cavallerizza “okkupata”. Detto fatto.

La consegna però non è potuta avvenire per la presenza degli agenti della Digos, che la hanno impedita. C’è da domandarsi se questo provvidenziale intervento non sia volto a scongiurare lo scoperchiamento di qualche vaso di Pandora simile a quello scoperchiato a Roma poco tempo fa e di cui abbiamo dato notizia, mettendo in luce relazioni fra chi dovrebbe amministrare il bene comune e chi ha fatto della della violenza di parte e dell’intolleranza la propria bandiera.

Valentino Tocci

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