Roma, 24 mag – Quel che è fatto è fatto, ma fatto sta che i giornalisti del Fatto hanno deciso di ribellarsi contro la linea editoriale del Fatto. Se la sono presa in particolare con lui, l’inossidabile direttore Marco Travaglio, giudicato dai suoi stessi collaboratori “troppo grillino”. Come rivelato stamani da Il Foglio, mercoledì dopo una concitata assemblea di redazione, i giornalisti del quotidiano più giustizialista d’Italia e forse del globo terracqueo, hanno presentato un documento sindacale “all’amministrazione e al direttore del giornale”. Un attacco senza mezzi termini a Travaglio, perché giudicato troppo vicino al Movimento 5 Stelle.

Quando la ciurma molla il capitano della nave non è propriamente un buon segno, eppure il direttore non pare aver mostrato segni di cedimento. Si sarebbe insomma arroccato a babordo, sponda sinistra, ma forse meno a sinistra dei marinai che non sembrano voler seguire più le sue indicazioni. Stando sempre a quanto riportato da Il Foglio, l’intransigente Travaglio avrebbe replicato secco: “In trentacinque anni di professione nessuno mi aveva mai detto che sono un tifoso”. In effetti potrebbe suonare sminuente rispetto a un ultrà.

Uno vale tutti


Sentendosi però in una posizione di forza, al diavolo dunque la democrazia diretta grillina, il megadirettore galattico avrebbe fornito delucidazioni emblematiche ai suoi giornalisti: “Non parlerò più con la redazione. Mi rapporterò soltanto con i vicedirettori”. Il Fatto Quotidiano ne ha quattro di vice Travaglio, quindi una piccola squadra che forse seguirà il capitano nella disputa con il resto della formazione ribelle. E pazienza se c’è un’aria che manca l’aria, il Fatto non è mica un Vaffa Day. Ergo uno vale tutti.

Eugenio Palazzini

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