Trento, 12 nov – I rifugiati si prenderanno cura del Doss di Trento e del connesso Mausoleo a Cesare Battisti. A confermare la notizia che circolava da qualche ora negli ambienti trentini sono stati il portavoce del servizio locale per i rifugiati Stefano Canestrini e l’assessore del Partito democratico alle politiche sociali Maria Chiara Franzoia, che afferma: «È la soluzione voluta fortemente dal Centro Astalli e pensiamo che sia la migliore per lavorare sull’integrazione e per presidiare un’area che va controllata».

Il Centro Astalli, cooperativa di inserimento sociale degli immigrati, avrebbe offerto la propria candidatura dopo che due bandi di assegnazione dell’incarico da parte del Comune non avrebbero riscosso successo. Il Centro, attraverso il suo portavoce, spiega: «Abbiamo preso contatti con il Servizio politiche sociali del Comune e nell’assessora Franzoia abbiamo trovato un interlocutrice disponibile. Pensiamo che la scelta di dare l’alloggio del custode ad alcune persone, che hanno già ottenuto lo status di rifugiati e che vogliono mettersi alla prova per vivere in autonomia, sia un passo importante non solo per loro, ma anche per la comunità».

Sulle pagine social che riportano la notizia cresce l’indignazione dei trentini: in molti affermano di non aver mai letto del bando né di esserne venuti a conoscenza. V’è chi risponde alle critiche di scarsa volontà d’informazione ribattendo che, pur acquistando il giornale tutti i giorni, la notizia non era comparsa. L’assegnazione, del resto, rappresenterebbe un oltraggio simbolico ancor prima che pratico: dare in gestione a chi per definizione non ha patria uno dei monumenti simbolo dell’italianità, il mausoleo di quel Cesare Battisti che per la patria e i suoi confini ha sofferto ed è morto, rappresenterebbe l’ennesimo affronto al martire irredentista.

Carmelo Longo

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