Treviso, 23 ago – Un padre orco che abusava della figlia di sei anni, convinto che vendendo i video delle violenze in Australia non sarebbe rimasto incastrato. Invece, in molti dei video, aveva lasciato visibili la targa dell’auto e parte del viso: grazie a questi dettagli, la polizia australiana è risalita al padre pedofilo. Segnalato alla polizia postale italiana, per l’uomo sono scattate le manette.

Arrestato giovedì mattina

Teatro di questo orrore nasceva un paese della provincia di Treviso. Secondo le indagini, i video ai danni della piccola, dal contenuto pedofilo, sono stati girati per primi quando la bimba aveva solo due anni e mezzo. Adesso la figlia del mostro ha sei anni. La squadra mobile di Venezia ha arrestato il 46 enne, padre della bambina e pedofilo, giovedì mattina. Le accuse sono di violenza sessuale pluriaggravata dal fatto di essere stata commessa nei confronti della propria figlia naturale, ma non solo: sarebbe accusato dello stesso tipo di violenze nei confronti di una minore di dieci anni. L’uomo è anche accusato di produzione e diffusione di materiale pedopornografico.

E ci guadagnava pure


Il padre pedofilo non sono sfogava la propria perversione sulla figlia ma era anche riuscito a trarne un vantaggio economico: attraverso dei siti pedofili australiani, su piattaforme di dark web, aveva messo in vendita i video delle violenze. Grazie all’azione della polizia australiana, è stato possibile desumere dei particolari che hanno poi incastrato l’uomo. Forniti ai pm Terzo e Gava sono occorsi per chiedere la misura cautelare urgente nei confronti del pedofilo. La bambina viveva da sola con il padre. La madre risulta essere andata via di casa. Adesso, dunque, si tratterà di capire a chi potrà essere affidata, se a una famiglia o a una comunità. Nei prossimi giorni si svolgerà l’interrogatorio della piccola di sei anni, una delle parti più difficili delle indagini. Ma almeno una parte dell’incubo è finita.

Ilaria Paoletti

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