Udine, 5 mar – Una scritta con la bomboletta recante il testo “né vittime né martiri solo fascisti e spie” e il palo, che indica la denominazione del parco, sradicato. Questo lo scenario che i residenti del quartiere udinese ieri mattina si sono trovati di fronte. Un parco, questo, che non trova pace ormai da quasi un mese. In occasione del 10 febbraio, infatti, ci fu il blitz dei militanti di CasaPound Italia che, a seguito del diniego da parte del sindaco leghista Pietro Fontanini, posizionarono ugualmente sul monumento un’altra targa recante il testo: “In ricordo dei fratelli friulani infoibati – unica loro colpa essere italiani”. Targa poi, prontamente rimossa dall’amministrazione comunale considerando il gesto alla stregua di un “atto vandalico”.

La settimana scorsa, poi, le corone di fiori poste davanti al monumento in ricordo dei martiri delle foibe furono gettate sulle aiuole circostanti e gli ornamenti floreali furono completamente sradicati. Un mese, quindi, contraddistinto da importanti polemiche che, indubbiamente, non aiutano a raggiungere quella tanto agognata memoria condivisa attorno a una giornata simbolo della sofferenza di migliaia di italiani. La prima denuncia dell’atto vandalico di ieri è giunta da Alessandro Strizzolo, responsabile provinciale di CasaPound Italia secondo il quale «non ci sono parole per esprimere la tristezza e la rabbia nel vedere tale accanimento nei confronti delle persone che subirono l’immane tragedia delle foibe e dell’esodo. A quanto pare – aggiunge – quanto avvenuto la settimana scorsa non è bastato, le infamità continuano, un comportamento gravissimo, inaccettabile».

Alle parole del rappresentante della tartaruga frecciata hanno fatto seguito, nel corso della giornata, quelle del sindaco Pietro Fontanini secondo il quale «fare una scritta che offende innocenti ammazzati dalla furia dei comunisti jugoslavi, famiglie distrutte e giovani donne violentate fino a perdere la vita è un gesto vigliacco e criminale che deve essere perseguito e punito con la massima attenzione e severità» e da quelle della deputata Dem Debora Serracchiani per la quale «il ripetersi di atti vandalici contro i monumenti in memoria dell’Esodo e delle Foibe sono un bruttissimo sintomo di degrado per la nostra comunità, un fenomeno che purtroppo si ripete in molte parti del Paese e che dobbiamo riuscire a fermare, prima che la violenza contro le cose degeneri. Questi sono sintomi preoccupanti».

Quello che è certo, è che a un mese di distanza dal 10 febbraio, il parco di via Bertaldia non ha pace. La Digos nella giornata di ieri ha effettuato il sopralluogo nel tentativo di individuare i responsabili di questo gesto. Ma il problema più grande che andrebbe affrontato è culturale. È evidente che il blitz dei militanti di CasaPound Italia, per quanto poco “ortodosso”, aveva sollevato un’importante questione circa i friulani infoibati e, ancora oggi, dimenticati. Diverse sono le foibe e le spelonche presenti in Friuli e in particolar modo nel pordenonese: dal Bus de la Lum a Caneva a quella presenti sul monte Ciaurlec.

E il gesto di ieri è la dimostrazione che di foibe si parla ancora troppo poco se, nel 2019, c’è ancora chi pensa di poter compiere atti così ignobili. Per questo, forse, il gesto dei militanti di CasaPound andava valutato diversamente dall’Amministrazione comunale che, lungi dall’aver probabilmente un pregiudizio ideologico sulla questione, ha dimostrato, però, tutto il proprio ostracismo nei confronti del movimento della tartaruga frecciata attorno a una questione che non dovrebbe essere politicizzata.

Tobias Fior

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam.
Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

2 Commenti

  1. La vostra commemorazione offende quelle povere vittime perché a voi interessa solo farne un altare contro il Comunismo, ve ne cercate delle vittime. Se i fascisti non avessero precedentemente ucciso, vandalizzato, violentato le popolazioni dell’Istria e della Dalmazia, le foibe non ci sarebbero state quindi finitela col vostro falso interesse e col revisionismo storico. Le vittime vanno ricordate ma le cause della loro morte vanno spiegate adeguatamente e sicuramente non spetta a voi fascisti parlarne.

  2. Caro Filippo,…..se….se…se…nessun revisionismo,..350.000 Italiani cacciati dalla propria terra e dalle loro case ,migliaia uccisi e infoibati,ci sono voluti decenni perché questi fatti venissero alla luce.E non è revisionismo dire che a fare quelle atrocità, a guerra finita ,furono i comunisti Titini.Le colpe del fascismo ci sono state e gravissime,Ma ad essere infoibati furono civili,donne,vecchi,bambini,con l’unica colpa di essere Italiani. Onore e gloria ai martiri di Fiume Istria e Dalmazia.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here