Verona, 28 set – Ennesimo caso di politicizzazione dell’istruzione quello avvenuto presso il dipartimento di Culture e Civiltà dell’Università di Verona dove lo studente di storia contemporanea, nonché avvocato e consigliere comunale, Andrea Bacciga è stato attaccato sui social dal suo stesso docente. Il tutto è iniziato il 17 settembre quando il professore di filosofia politica, Lorenzo Bernini, ha condiviso un post di VeronaSera su di un convegno sui diritti degli immigrati omossessuali. A questa condivisione è seguito il commento di un altro docente dell’ateneo scaligero, Gian Paolo Romagnani, che, in pieno sdegno con la partecipazione di attivisti dell’estrema destra veronese, conferma la presenza anche di Bacciga al convegno descrivendolo come uno “non di Forza Nuova ma forse un po’ peggio”.

Aggiunge, inoltre, intimidatorio sempre il docente di storia “io aspetto al varco a fare l’esame con me”. Bacciga si è subito mobilitato accusando entrambi i docenti dell’università di aver denigrato l’immagine dello studente in quanto sempre gli stessi avrebbero confermato che Bacciga si sarebbe fatto fotografare davanti la casa natale di Benito Mussolini (quando invece si trattava di Villa Mussolini a Riccione) e che avrebbe risposto ad un corteo femminista sollevando e stendendo il braccio destro teso in un saluto romano. In un’intervista per un quotidiano veronese (immagine postata su Facebook il 25 settembre sulla pagina dello stesso studente) il consigliere comunale si esprime a difesa del suo atteggiamento: “Io esprimo idee anche forti, è vero, ma non ho mai toccato nessuno”. La sua iscrizione, tra l’altro, al convegno era stata pensata in una circostanza di puro piacere culturale e di arricchimento personale, non certo per cercarsi altri problemi in un sistema che, per gli studenti di una certa ideologia politica, ne riserba non pochi.


Immediata la reazione di molti esponenti della destra veronese tra cui i consiglieri leghisti Vito Comencini e Alberto Zelger che hanno difeso lo studente pronunciandosi a difesa del diritto di esprimere liberamente la propria fede politica ma, soprattutto, è stata marchiante la sentenza del sindaco di Verona, Federico Sboarina, che ha affermato: “Non è accettabile che un docente universitario discrimini uno studente sulla base delle simpatie politiche”. Romagnani, d’altro canto, ha minimizzato il tutto soffermandosi sul fatto che la sua non era una presa di posizione intimidatoria ma, più che altro, un tentativo di motivare il giovane a fare di meglio. Anzi, il docente si è concesso la libertà di “tranquillizzare” il pubblico spettatore promettendo un 30 e lode nel caso Bacciga avesse svolto un esame coi fiocchi. Malgrado tutto, nei giorni seguenti l’accaduto, Bacciga ha deciso di abbandonare l’ateneo denunciandone la mancata tutela del diritto allo studio.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. Che schifosi comunisti, che luridi comunistoidi, che deiezioni culturali sinistrorse………per cui , non solo dobbiamo sorbirci magistratura democratica che inquina la vita sociale italiana indagando gli avversari in campo politico , ma anche una ignobile setta sinistra che controlla il sapere universitario e promuove solo le zecche………. Che indegna cloaca è divenuto il nostro paese,siamo nelle mani di una odiosa minoranza autoreferenziale che vuole scacciare i patrioti dall’Italia e sostituirli con la feccia negroide,pure sodomita , oltre che tribale ed analfabeta. Vergogna.

  2. “…diritti degli immigrati omosessuali…”

    Alle volte il nemico ci vuole sconfiggere con lo schifo, e già porsi sul suo stesso piano per poterlo combattere è una sconfitta. Purtroppo ci troviamo di fronte a un degrado tale che si viene scoraggiati dal reagire, purtuttavia occorre restare calmi, registrare la realtà per quella che è, e poi cercare di risolvere il problema. D’altronde non ci sono alternative. Sapevamo dei “tempi ultimi”.

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