Treviso, 17 giu – Si era vestita “troppo all’occidentale”. Questa la “colpa” della quindicenne di Arcade, in provincia di Treviso, che ha rischiato di morire arsa viva dopo che il padre di origini marocchine si era infuriato alla vista della sua mise estiva e l’aveva cosparsa di benzina. A salvarle la vita solo il caso: l’accendino dell’uomo, infatti, si è inceppato mentre tentava di appiccare il fuoco e la ragazza è riuscita a fuggire. La madre della giovane ha contattato forze dell’ordine e servizi sociali e per il marocchino è subito scattato l’arresto per maltrattamenti.

Ordinaria integrazione

L’ennesima storia di “ordinaria” integrazione, aggravata dal fatto che la famiglia in questione era emigrata nel nostro Paese da 22 anni: si potrebbe pensare che in questo arco di tempo il padre si fosse ammorbidito sulle proprie posizioni, ma l’uomo non ne voleva proprio sapere di usi e costumi “occidentali”, né era intenzionato a cedere terreno sull’educazione della figlia di 15 anni, orientata secondo i precetti islamici. Così, dopo l’ennesima discussione sul vestiario (la figlia voleva indossare un abito estivo a maniche corte) il padre, andato su tutte le furie, l’ha inseguita fino in camera da letto con una tanica di benzina e l’ha cosparsa di carburante con l’intenzione di darla alle fiamme assieme al vestito giudicato “sconcio”. L’accendino si è però inceppato consentendo così alla ragazza di fuggire. La gravità dell’episodio ha convinto la madre a ribellarsi alle vessazioni del padre e ad allertare i servizi sociali. Il marocchino è stato immediatamente condotto in carcere con l’accusa di maltrattamenti, mentre le due donne ora sono ospiti di una struttura protetta.

Cristina Gauri

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