Roma, 25 mag – Si potrebbe dire che periodicamente a sinistra si apostrofano l’un l’altro dandosi dei fascisti. Lo facevano addirittura durante il Ventennio. Questa volta il dibattito, a mezzo Twitter per la precisione, ha preso l’abbrivio da un post del collettivo di scrittori chiamati Wu Ming – per gli amici Wu Minga. Questi hanno attaccato Minniti, dicendo in sostanza che l’operato di Salvini sarebbe stato in continuità con il suo. Qualcuno ha taggato l’ex Ministro Calenda, il quale aveva a sua volta approvato il decreto del collega. E da lì, a cascata, ne è seguito uno scontro in cui gli scrittori hanno affermato candidamente di fottersene della possibilità di un eventuale dibattito con l’interessato. Calenda ha insistito nell’invitarli a confrontarsi, sempre con scarso successo, sottolineando come non sia esattamente da democratici chiudere al dialogo in modo così violento e inelegante. È sopraggiunta a quel punto la Murgia – ma poteva forse mancare lì dove cresce la zizzania? –, la quale ha bacchettato Calenda dicendogli che, insomma, mica si è fascisti perché si rifiuta il dialogo. Un delirio di accuse, stracci che volano, e discutibili concezioni di cosa voglia dire essere democratici, come solo a sinistra sanno fare. Si potrebbe tranquillamente dire niente di cui stupirsi, niente a cui non fossimo già abituati.

La situazione può sfuggire di mano

Pur riconoscendo all’ex Ministro di aver per una volta ragione – può capitare anche a lui quello che succede all’orologio rotto, almeno due volte al giorno –, la cosa realmente interessante è studiare questo strano fenomeno di un membro del Pd che deve confrontarsi con ciò che la sinistra ha costruito nei decenni. Il collettivo di scrittori e la loro collega sarda sono in fondo il risultato di anni e anni in cui il Centrosinistra, e prima ancora il Pci, ha fomentato l’intransigenza dei suoi elettori. Averli convinti di essere sempre dalla parte della ragione anche quando hanno torto, di non dover cercare il dialogo e il confronto democratico con l’avversario sono adesso il prezzo che loro stessi si trovano a dover pagare. Il narcisismo intellettuale della gente di sinistra, poco importa se appartenenti all’intellighenzia o meno, rasenta palesemente il patologico, come sa chiunque abbia avuto a che fare con un elettore di quella parte. Ma, come si dice, chi la fa l’aspetti. Chissà che la lezione non serva agli stessi interessati, così da capire che instillare certe convinzioni nella testa delle persone può essere pericoloso e, come ne L’apprendista stregone, la situazione può sfuggire di mano, fino a provare paura dei propri stessi sodali.


Matteo Fais

Commenti

commenti

3 Commenti

  1. ..durante la “resistenza” si accoppavano tra di loro, con la scusa di non essere abbastanza “antifasssisti”… cioè, di non rispettare, alla lettera, gli ordini di Stalin e dei suoi lacchè del parito comunista in Italia…senza contare le stragii, di partigiani, eseguite perché “quelli” non erano partigiani comunisti…

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here