antonelliMilano, 22 giu – Si è spenta all’età di 74 anni l’attrice Laura Antonelli. Non ancora note le cause né la data esatta del decesso. Il corpo sarebbe stato ritrovato questa mattina dalla badante nella casa di Ladispoli, dove la donna viveva sola.

Nata a Pola da famiglia istriana – così come le colleghe Femi Benussi, Alida Valli e Sylva Koscina, a cui verrà spesso associata a formare le “bellissime quattro dalmato-istriane” – sarà costretta ad abbandonare la terra natia in seguito all’esodo. Si sposterà a Napoli e poi a Roma, dove darà il via alla sua carriera nello spettacolo con numerosissimi fotoromanzi, ed esordendo poi in piccoli ruoli cinematografici.

La prima apparizione importante arriverà nel 1969 con Venere in pelliccia, pellicola erotica diretta da Massimo Dallamano. Il film uscito in Germania, non riuscì a superare il visto della censura a causa delle scene di sesso ritenute particolarmnete scabrose. Tagliato in seguito delle scene più “forti”, venne riproposto dapprima nel 1973 con il titolo di Venere nuda, ma venne anche in questo caso bloccato. Approdò infine nelle sale nel 1975, fortemente rimaneggiato, con il titolo di Le malizie di Venere (ideato proprio a seguito del successo della Antonelli con la pellicola Malizia).

Sarà infatti proprio grazie al successo di Malizia – sette miliardi d’incasso nel ’73, quando il biglietto del cinema costava mille lire – che la Antonelli entrerà a pieno titolo nell’immaginario erotico degli italiani. Il suo ruolo di sensuale cameriera le varrà il Nastro d’Argento alla migliore attrice protagonista ed il Globo d’oro alla miglior attrice rivelazione, ma soprattutto la consacrazione come icona sexy. In seguito alla fortunata interpretazione, riuscì ad attrarre prima Giuseppe Patroni Griffi, che la volle per La divina creatura (1975), e poi Luchino Visconti che le affidò il ruolo della moglie di Giancarlo Giannini ne L’innocente (1976).

Rimarrà comunque per tutti gli anni ’80 il riferimento femminile principale di commedie sexy e non, arrivando a successi “cult” come Grandi magazzini o Viuuulentemente mia, e lavorando al fianco di attori come Alberto Sordi, Monica Guerritore e Jason Connery (figlio di Sean).

Il declino arriverà all’inizio degli anni ’90, quando nella sua villa di Cerveteri furono trovate diverse dosi di cocaina. Venne arrestata per traffico di stupefacenti e condannata a tre anni e sei mesi di reclusione, che scontò agli arresti domiciliari. Infine assolta dopo un’odissea giuridica durata nove anni, cadde tuttavia in depressione a causa di un intervento estetico finito male che ne deturpò i bellissimi  lineamenti. Si ritirò infine a vita privata e lì volle rimanere nonostante gli appelli degli amici.

Da oggi rimarrà il ricordo di quelle calze con la riga, delle vestaglie succinte e di quel corpo, morbido e sinuoso, con cui in punta di piedi entrò nei sogni di tanti italiani.

Davide Trovato

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