marinetti2Roma, 20 ott – “Fate l’amore, non fate la guerra”, strillavano gli hippies presessantottini, che si accoppiavano spesso e volentieri, ma non davano garanzia di freschezza e pulizia, ed erano noiosi, petulanti e farneticanti. Così, dopo un bel bagno, li avresti spediti volentieri a far la guerra o magari la rivoluzione. Poi, al ritorno, l’amore. Meritato, come “riposo del guerriero” d.o.c. Bene, chissà quante volte, dal suo variopinto cielo futurista, Filippo Tommaso Marinetti avrà calato su loro uno sguardo pieno di compatimento, con punte di schifo.

Perché gli uomini, per l’appunto, fanno la guerra- e/o la rivoluzione- “e” fanno l’amore. Anzi, se fanno la guerra- e/o la rivoluzione- lo fanno anche meglio, e le donne sono tutte contente. Ma è ovvio che i maschietti debbono conoscere le femminucce. Per come sono, non per come si immagina che siano.

come-si-seducono-le-donne-300634FTM in questo campo è imbattibile: nel suo libretto “Come si seducono le donne”, composto nel 1916, durante una temporanea assenza dal fronte della Grande Guerra, e adesso proposto da Otto/Novecento (pp.98, euro 12), mena vanto della sua esperienza con tranquilla spudoratezza. A dargli manforte i compagni di effervescenti baldorie futuriste, Bruno Corra ed Emilio Settimelli, che, nella loro presentazione, celebrano la straordinaria esuberanza di Baffo Elettrico. Inanellando coloriti ricordi in cui FTM fa una gran bella figura e non solo per il genio spumeggiante e il guerresco ardimento. Ma anche perché non ce n’è uno che come lui sappia distribuire cazzotti a chi li merita. E poi è un viaggiatore instancabile, capace di macinare chilometri e chilometri in notturna, su un treno affollatissimo, arrivando fresco come una rosa, lindo e incravattato, a un appuntamento galante. A onor del vero, lo sciupafemmine si quieterà, sposando nel 1923, la pittrice futurista Benedetta Cappa che gli darà tre splendide figlie: Ala, Vittoria e Luce. Meravigliosi nomi futuristi, va detto. E mirabile lui, FTM, che sarà fedele fino all’ultimo alla sua giovinezza colorita e scoppiettante, da futurista, da fascista, da fascista rivoluzionario in polemica con i fascio-conservatori, da volontario da una guerra all’altra, da mussoliniano intrepido/imperterrito, nonché duro, puro e cocciuto, con incorporata adesione alla RSI ed estremi canti d’amore per la Decima Mas. Aveva ragione Ezra a volergli un gran bene.

Comunque, tutto ciò, nel ribollente 1916, è da venire e per adesso FTM si cala con passione nel suo impegno “missionario” di avanguardista culturale e di seduttore. Demolendo, in questa operetta “guerresca e igienica”, fantasmi romantici come “Donna unica”, “Amore eterno” e “Fedeltà”, ed esaltando l’istinto, la vitalità e la sessualità. “Ve lo spiego io come si fa”, proclama il Nostro. Dunque, non fatela tanto lunga con i “chiari di luna”, le serenate, gli omaggi floreali. Perché i maschietti che bramano ma non osano finiscono con lo stancare. Siate precisi e decisi: se idealizzate la donna, partite subito col piede sbagliato. Le femmine non sanno cosa farsene di un poetucolo imbranato che le corteggia timido timido. Il che non significa che amino la volgarità: “la donna in genere odia il linguaggio spudorato dell’uomo quando questo non è l’espressione diretta del desiderio. Gli uomini ‘sboccati’ hanno quasi sempre poca fortuna”. E invece bisogna “precisare elegantemente il proprio desiderio”, distruggendo “ le principali trincee del pudore” e ponendosi così “in un’eccellente posizione per dare l’assalto decisivo”. Attenzione: capita che la donna, “compiacendosi di ritardare la vittoria del maschio e di vederlo affondare negli inestricabili pantani verbali”, si avviluppi nel “frasario spiritualista”, a base di “anime sorelle”, “nessuno mi ha compresa”, “chissà a quante avrete ripetuto le stesse parole!” ecc. ecc.

Non datele retta. Siate “arditi e intuitivi”. Elogiate il corpo e l’eleganza, l’intelligenza e lo spirito della donna che avete accanto” e intanto “se la luce è favorevole, se il divano sul quale è seduta si presta ad un approccio graduato”, avvicinatevi con molta lentezza, in modo che lei cominci a interessarsi intensamente all’attacco. A questo punto, fate entrare sapientemente in azione le vostre mani, lasciando che si muovano “distratte e leggere”, come fossero distaccate dal corpo e, avanzando lungo i fianchi della vostra preda, si dilettassero “della piega delle stoffe” e “della mollezza dei velluti”. Il più è fatto. Avanti! Domate, dominate, conquistate. E ricordate che la donna va pazza per la vostra capacità di “distrarla”. Se in quest’arte siete esperti non gliene importerà nulla che la possediate in un albergo di lusso, tra lenzuola di raso e spasimi dannunzianeggianti.

Ecco, in proposito, un ricordino esemplare di FTM:” Una signora parigina che avrebbe preferito suicidarsi piuttosto che coricarsi in un letto inelegante, fu da me naturalemente sdaraiata in più di cinquanta letti assolutamente fetidi di cinquanta alberghi ultrafetidi del Quartiere Latino”.

Perché, cari apprendisti seduttori, è tutta questione di buoni argomenti “per distrarla”. E cioè fervida creatività dei pensieri, audace eleganza delle parole, decisa prontezza delle opere. E al bando ogni omissione…

Mario Bernardi Guardi

 

 

 

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