Roma, 11 lug – I censori in servizio permanente effettivo dell’Anpi hanno preteso e ottenuto che la libreria Feltrinelli di Prato rimuovesse dai propri scaffali L’inganno antirazzista di Stelio Fergola. Il motivo? «Un libro con teorie molto discutibili, tipo il razzismo biologico, che parla di un complotto mondiale con l’obiettivo di svilire la cosiddetta razza europea», ha dichiarato Giacomo Baldini, presidente di Anpi Toscana. «La nostra vigilanza rimane alta», ha aggiunto il segretario pratese dell’associazione dei partigiani, Angela Riviello.

La reazione di Fergola

A finire nel tritacarne della censura partigiana è toccato stavolta a Fergola, che non ha fatto attendere la sua risposta: «Su cosa terrebbero aperta la vigilanza, di grazia? Il libro non teorizza alcuna superiorità di alcuna razza su nessun’altra – ha puntualizzato l’autore su Oltre la linea – è un argomento di cui non mi è mai interessato, e nello stesso testo ho anche ribadito che non credo all’esistenza di nessun piano Kalergi o complotto per estinguere la razza bianca. Ho detto che molti componenti della stessa razza caucasica odiano sé stessi e che i bianchi caucasici si stanno estinguendo: sono cose molto diverse e supportate dai dati. Nel mio mondo ideale – ha concluso Fergola – tutti i popoli, le culture e le etnie hanno il diritto all’esistenza. Alla signora [Riviello, ndr] questo urta i nervi? Pazienza».

Inquisizione targata Anpi

Chi vi scrive ha avuto il piacere di leggere L’inganno antirazzista. E, in effetti, il libro non è solo uno dei migliori saggi sull’immigrazione pubblicati negli ultimi anni, ma è totalmente privo di teorie suprematiste o paccottiglia simile. Del resto, c’è da scommettere che i solerti segugi dell’Anpi non abbiano affatto letto il volume o, nella migliore delle ipotesi, che la stiano volutamente buttando in caciara. Basti prendere il riferimento di Baldini a una fumosissima «razza europea». Ma la cosa non stupisce: dopo il caso Altaforte la sinistra immigrazionista sta tentando di censurare tutta la cultura non conforme, stilando un vero e proprio index librorum prohibitorum. A quanto pare, se non si hanno argomenti con cui controbattere, ci si rintana nella calunnia e nella reazione censoria. Schema tipicamente partigiano, peraltro, e segno inequivocabile che gli avversari boccheggiano e la cultura sovranista è in salute. E va benissimo così.

Valerio Benedetti

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4 Commenti

  1. Io l’avevo già acquistato qualche mese fa, è un saggio fatto molto bene, consiglio a tutti di prenderlo e leggerlo.
    L’Anpi invece dovrebbe essere indagata per certe pressioni che esercita sulle librerie!
    L’Anpi riceve finanziamenti statali per attuare programmi censori su editoria/librerie? Stiamo scherzando? Esistono dei pm indipendenti che si rendano conto di questo?

  2. Per cento anni (dal 1919!) gli antifascisti hanno mostrato di essere traditori della patria.
    Ora, 2019, si svelano pure traditori della stirpe!
    Non piace il termine razza? Bene, in ogni modo, una gente che per lingua, se non per sangue, deriva da chi ha saputo costruire la Grecia omerica e la prima Roma repubblicana e ha saputo porre termine al medioevo generando il Rinascimento non può lasciarsi considerare (ed estinguere o dissolvere) come un popolo qualunque di qualunque parte del globo.

    Come direbbe Petrarca: “Latin sangue gentile…”

    Chi non lo percepisce non merita di essere nato Italiano!
    Ai componenti dell’anpi bisognerebbe annullare l’atto di nascita.

    P.S.
    E chi dice che non ci stiamo estinguendo/dissolvendo è già un morto vivente che non vede. E secondario stabilire che ci sia un complotto o meno dato che l’effetto è lo stesso.

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