Roma, 13 ott – Ieri vi abbiamo parlato di uno strano macabro caso di sacrifici umani avvenuto in India, per il quale sono state arrestate tre persone, una di queste militante della sinistra indiana. Oggi, invece, ci spostiamo dall’atra parte del mondo, in America Latina dove i sacrifici umani hanno fatto parte delle civiltà precolombiane per millenni.

76 bambini sacrificati in Perù

I resti di 76 bambini sono stati scoperti in Perù, nel sito costiero di Chimu di Pampa la Cruz. Secondo il direttore degli scavi archeologici, Gabriel Prieto, dell’Università della Florida, i tagli netti incisi sullo sterno di tutti i 76 scheletri, suggeriscono che le gabbie toraciche dei bambini fossero state aperte, probabilmente per estrarne i cuori. I corpi dei bambini sono stati sepolti in posizione distesa, con i piedi rivolti ad est, verso il sorgere del sole. Le vittime sono state adagiate in un tumulo artificiale posto vicino a campi e ad un sistema di irrigazione artificiale. Proprio per questa loro posizione, ha ipotizzato Prieto, i sacrifici dei bimbi potrebbero essere stati votati alla protezione divina per il progetto agricolo. In tutto, a Pampa la Cruz, sono stati scoperti i resti di 323 bambini sacrificati e, probabilmente, nella zona ne verranno trovati altre centinaia. Altri scheletri rinvenuti nel sito sono stati datati tra il 1100 e il 1200 d.C., quando il popolo Chimu fiorì nella regione.

Gli squali sepolti di Pama la Cruz

Nel corso degli scavi di Pampa La Cruz, però, anni fa il professor Prieto ha anche trovato i reperti di un evento rituale unico nel suo genere e probabilmente da attribuire anch’esso a una misteriosa forma di sacrificio. Sotto la piattaforma di uno dei maggiori templi della zona, gli archeologi ha portato alla luce le sepolture di più di una dozzina di creature degli abissi. Tra queste vi erano nove squali, gli scheletri di due pesci luna, due tonni pinna gialla e due balene Kogia, che sono alcune delle balene dentate più rare al mondo. Tutti gli animali sembravano essere stati sepolti di proposito dalla gente di Pampa la Cruz, che costruì la piattaforma sacra tra il 500 e il 750 d.C..

Sostanza blu nei sacrifici umani Maya

Come nel film Apocalypto diretto da Mel Gibson, nel quale le vittime dei sacrifici umani venivano dipinte di blu; una nuova scoperta archeologica confermerebbe l’impiego del vivace colore nei sacrifici umani nella civiltà Maya. L’analisi dei resti di oltre 100 vittime sacrificali, sepolte nella grotta del terrore di mezzanotte del Belize durante il periodo Maya classico (dal 250 al 925 d.C.), ha rilevato strane fibre blu attaccate alla placca dentale nella bocca di due dei morti. L’archeologa Amy Chan ha affermato che un simile pigmento, oggi denominato “blu Maya”, è stato trovato anche in altri siti e che potrebbe essere stato utilizzato nelle cerimonie per dipingere i corpi delle vittime sacrificali. Le misteriose fibre blu sono state recuperate anche da una bevanda alcolica a base di agave trovata nelle sepolture dell’antica città messicana di Teotihuacan. Come suggerisce Chan, le fibre blu trovate nel calco dentale potrebbero essere state lasciate da bavagli blu infilati nella bocca delle vittime sacrificali per un lungo periodo di tempo, sebbene non sia nota la velocità con cui la placca si forma e si indurisce nel calco dentale. Ora, Chan e i suoi colleghi, stanno cercando di scoprire da dove hanno origine queste enigmatiche fibre blu e quale potesse essere il loro scopo nei rituali Maya.

Andrea Bonazza

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