Roma, 6 gen – La tradizione dell’epifania affonda le radici indietro nel tempo. In alcune zone d’Italia è consuetudine portare doni, che vengono riposti nella classica calza della befana. Durante il Fascismo, la prassi di pensare ai bambini e alle classi più povere fu istituzionalizzata nella “Befana fascista”, poi diventata “Befana del Duce”. L’idea nacque da Augusto Turati, segretario del Pnf, che sollecitò le federazioni locali nel raccogliere donazioni da commercianti e industriali. Il successo della festa sta nei numeri: dai 600mila pacchi-regalo del 1930 agli oltre 1 milione 200mila del 1932.

Nel video, la celebrazione della Befana fascista con la consegna dei doni ai figli dei ferrovieri.


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5 Commenti

  1. La cosa è durata fino agli 80 quando c erano i dopolavori delle ferrovie dello stato che ancora lo facevano .Oggi non abbiamo più neanche le ferrovie dello stato né le poste dello stato né lo stato ,né una compagnia aerea , né auto e industrie Italiane siamo ormai numeri, solo contribuenti dei democratici banchieri d oltreoceano , mai stato fascista ma mai sarò antifascista perché per fortuna sto studiando il non detto a partire dalla balla dal risorgimento delle patate basta guardare il museo dell ombroso e la fine del popolo meridionale grazie anche alla sua legge razziale per comprendere che siamo stati italiani solo durante il ventennio , il sud dimentica o non studia

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