Bologna, 14 apr – Nel cuore di Bologna si possono trovare capolavori artistici di vario genere, dal bronzo del Nettuno al recentemente restaurato “monumento all’amor patrio e al valor militare” posto sulla facciata di Palazzo d’Accursio. Se è vero che le opere scultoree ed architettoniche vengono costantemente monitorate e restaurate, non si può dire lo stesso dei vari affreschi presenti su molteplici portici e muri di Bologna.

Gli affreschi di Piazza Malpighi

Un chiaro esempio sono i 33 affreschi che decorano il porticato di Piazza Malpighi, dove, tra le varie attività, c’è anche la stessa sede della direzione regionale dell’Agenzia del Demanio, ente di salvaguardia del patrimonio immobiliare dello stato, proprietario degli stessi. Le scene, risalenti al diciassettesimo secolo, narrano della vita di Sant’Antonio da Padova, celebre religioso e presbiterio francescano vissuto agli inizi del 1200. Egli è noto, oltre che per i suoi numerosi miracoli, largamente rappresentati nelle lunette, anche per la sua vicinanza a San Francesco e per le sue prediche, soprattutto quelle rivolte ai Catari francesi, considerati eretici. Dunque un omaggio al francescanesimo, vista la sua vicinanza alla Basilica e al Convento di San Francesco, eretti in memoria della visita alla città del santo e che da allora ospita l’ordine francescano. Gli affreschi di piazza Malpighi sono opera di importanti artisti seicenteschi, tutti appartenenti alla scuola Bolognese, tra i quali ricordiamo Alessandro Tiarini, Angelo Michele Colonna, Pier Francesco Ferranti e Francesco Gessi, poco conosciuti ma di notevole importanza artistica-culturale per la città di Bologna. Lo stile è elegantemente barocco e rispecchia la linea di una città, come quella di Bologna, che si è ampiamente sviluppata nel diciassettesimo secolo sotto la tendenza dell’epoca.

Un patrimonio inestimabile lasciato all’incuria

Il ciclo degli affreschi fa parte del patrimonio culturale della città di Bologna ed è grande espressione di un movimento artistico, come il barocco bolognese, unico nel suo genere. È inoltre importante ricordare che le opere si trovano in uno dei punti nevralgici del turismo e della circolazione: in Piazza Malpighi infatti sono posizionate alcune tra le fermate d’autobus più affollate di Bologna, a pochi passi da Piazza Maggiore, centro per eccellenza del capoluogo emiliano. Lo stato attuale degli affreschi è l’esempio classico di incuria nei riguardi del patrimonio artistico nazionale, accompagnato, nel caso di Bologna, da una cattiva gestione di tutta la città. Solo pochi degli affreschi hanno ricevuto un adeguato restauro, il secolo scorso, altri sono oramai persi, dietro una nube grigia di intonaco caduto. Uno stato di avaria dettato dalla negligenza delle istituzioni che, tra soldi sperperati, centri di accoglienza e iniziative sociali di dubbia utilità, stanno lasciando morire un pezzo della storia cittadina, tanto unica quanto irripetibile.

Giacomo Morini

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