Roma, 24 ago – “Chi l’avrebbe detto” è il pensiero che più o meno tutti fanno dopo aver letto “Ingranaggi” di Davide Stasi (Edizio Youcanprint, 2019, 162pp, 10€). Si tratta di sei racconti che partono ognuno da un fatto storico importante vissuto da persone della vita che si sono trovate a percorrere un pezzo di strada con personaggi rilevanti. Eventi che vanno dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale alla chiusura delle case di tolleranza, attraversando Fascismo, Nazismo e Guerra Fredda. Una bella occasione per scoprire aspetti sconosciuti di personalità che hanno segnato i tempi.

Non si vuole qui rivelare il contenuto del volume anche se vale la pena accennare a uno dei racconti. Quello che ruota intorno alla genesi della Legge Merlin del 20 febbraio 1958, n. 75 dal nome della promotrice e prima firmataria della norma, la senatrice Lina Merlin, legge che portò alla chiusura delle case di tolleranza. In “Ingranaggi” Davide Stasi fa emergere, attraverso il racconto, aspetti della senatrice socialista che si attivò per far approvare la legge che porta il suo nome, la quale a distanza di 60 anni possiamo dire non portò benefici né alla nazione né alle donne. Quando i “casini” vennero chiusi per “l’abolizione della regolamentazione della prostituzione e la lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui” per moltissime di si aprirono immediatamente dopo le porte dell’Inferno.


Davide Stasi quindi offre un cambio di prospettiva capace di spiazzare accollandosi la responsabilità di infrangere certi tabù dettati dal politicamente corretto non di rado di origine ideologica.

Antonietta Gianola

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