Roma, 8 feb – Nel fantastico mondo della cultura libbbera non dovrebbe esserci spazio per la censura. Quella è roba da «fascisti». E invece, capita che Amazon tolga la possibilità di acquistare sul suo sito tutti i libri di Aleksandr Dugin, celebre filosofo russo che ha formulato la «quarta teoria politica» e che la stampa mainstream presenta – erroneamente – come l’«ideologo di Putin». A darne notizia sono stati i suoi editori italiani, Camilla Scarpa (NovaEuropa Edizioni) e Maurizio Murelli (Aga editrice). Il colosso mondiale delle vendite online, infatti, ha fatto pervenire un’email ai diretti interessati, specificando che le opere di Dugin tradotte in italiano sono state rimosse perché non rispetterebbero gli standard di Amazon.

Una email sospetta

Ma quali sarebbero questi standard violati? Nella email si può leggere che «è politica generale di Amazon che gli articoli importati o provenienti dai seguenti paesi e regioni non possano essere venduti su Amazon: Cuba, Iran, Corea del Nord, Siria, Sudan, Crimea Regione dell’Ucraina». Peccato però che le opere di Dugin non provengano da nessuno dei Paesi della «lista nera» di Amazon. Peraltro si tratta – con tutta evidenza – di traduzioni, e cioè di libri che riportano un codice Isbn italiano, non certo nordcoreano. Perciò la motivazione di questa curiosa censura non può che essere un’altra.

L’email inviata da Amazon

Le reazioni degli editori

Per Murelli, che ha pubblicato la traduzione di molte opere del filosofo russo, si tratta senz’altro di un atto censorio da Grande Fratello: «Ce ne faremo una ragione – ha tuonato l’editore su Facebook –. Io nel frattempo proprio ora sto impaginando e curando Teoria del mondo multipolare di Alexandr Dugin. Invito chi ha attributi ad acquistare i libri sui siti delle editrici non conformi ed eventualmente – conclude Murelli sarcastico – riservare Amazon per l’acquisto di vibratori e supposte». Ma anche Camilla Scarpa ha ben pochi dubbi: «Ho curato personalmente la traduzione italiana di Quarta teoria politica, che è il libro più apprezzato e venduto di Dugin. E posso assicurare che il suo contenuto, per quanto “eterodosso”, non contiene assolutamente nulla di eversivo», ha commentato l’editrice di NovaEuropa. «Ma del resto – ha aggiunto – questo non significa nulla. Dovremmo forse smettere di pubblicare Tecnica del colpo di Stato di Curzio Malaparte? Non diciamo eresie. E comunque, scorrendo la “lista nera” di Amazon, compare anche la Siria. Eppure, non mi risulta che siano stati stralciati i libri di un autore siriano come Khaled Khalifa. Insomma – conclude la Scarpa – qui abbiamo a che fare con una censura bella e buona nei confronti di autore come Dugin che, evidentemente, non è gradito ai gendarmi del politicamente corretto».

Valerio Benedetti

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