Roma, 4 mag – Soltanto una testa coperta dalla terra, eppure bellissima e densa di significati. La dea della bellezza e della primavera ha fatto capolino a Ostia Antica, mostrando tutto il suo splendore. Una testa di marmo riaffiorata nel parco archeologico che “sembra avere la pettinatura di una Venere di Doidalsas oppure potrebbe essere una Musa”. E’ la descrizione, dopo una prima attenta valutazione del reperto trovato, delle archeologhe Mariarosaria Barbera e Cinzia Morelli, che non escludono però altre interpretazioni.

L’Afrodite di Doidalsas, scultore greco del III secolo a.C., raffigura la dea al bagno in una posa originalissima, caratterizzata da ciocche di capelli raccolte sulla sommità del capo e da un piccolo chignon appoggiato sulla nuca. La dea dell’amore si tiene con la mano destra i capelli facendoli ricadere sul collo mentre si sta alzando da terra. Una posizione inconsueta che lasciando intravedere le forme del corpo femminile ne esprime al massimo sensualità ed eleganza.


Quella rinvenuta a Ostia Antica, come spiegato in una nota del parco archeologico, potrebbe essere una replica di età romana imperiale del celebre modello greco. La deliziosa testina marmorea è riemersa dalla terra nel corso di lavori di manutenzione ordinaria, in terreni di riporto di epoca post-classica.

Eugenio Palazzini

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