Il singolo "Contessa"
Il singolo “Contessa”

Roma, 11 mag – È abbastanza comune per l’italiano medio, bombardato da un immotivato senso di inferiorità da parte dei media del settore, essere vittima di una certa esterofilia musicale. Quando questo non accade vengono viste come emblema della musica italiana solo le “canzonette”, quelle più disimpegnate seppur piacevoli ma che in fondo sfigurano accanto a grossi nomi internazionali.

Per questo motivo chi ha fatto della musica la propria passione a volte scarta automaticamente tutto ciò che è italiano bollandolo come mediocre e senza avere necessariamente una motivazione valida per farlo.

Forse è causa dello stesso Festival di Sanremo ancorato alla stesse tradizioni musicali reazionarie ormai da anni, forse è causa di Mtv che trasmette sempre meno musica e sempre più programmi-spazzatura o forse è stata complice anche l’esplosione dei talent show dove viene, per definizione, prima il marketing ed il successo commerciale che la qualità musicale.

È proprio per la sua esperienza come giudice di “X-Factor” che molte persone (specialmente i più giovani) ricordano oggi Enrico Ruggeri, volto noto della musica Italiana di recente intervistato dal Primato Nazionale. Oggi vogliamo ricordare l’importantissimo contributo che il cantante in questione ha lasciato nella storia della musica Italiana concentrandoci sul gruppo con il quale ha cominciato la sua carriera musicale, i Decibel.

Erano gli anni 70: il punk prendeva piede in tutto il mondo, partendo dall’uscita dell’omonimo disco dei Ramones (1976) e dagli anni d’oro dello storico CBGB di New York sul quale palco si alternavano gruppi del calibro di Talking Heads e New York Dolls. Nel 1977, data simbolo della nascita del movimento che ha dato vita ad un vero e proprio genere (il Punk ’77), nel regno unito spopolavano Siouxie and the Banshees, Buzzcocks, Uk Subs, Damned, i più commerciali e mediatici Sex Pistols e tantissime altre band.

Sull’influenza di questa ondata nacquero moltissimi gruppi al di fuori dei confini americani ed inglesi. Proprio in contemporanea a Milano nascevano i Decibel, tra i pionieri del punk italiano già noti come “Champagne Molotov”, che vedevano alla voce un giovanissimo Enrico Ruggeri. Il loro album d’esordio, uscito nel 1978, ha tutte le caratteristiche tipiche del genere. Suoni sporchi, chitarre distorte, ritmiche veloci e incalzanti, testi irriverenti e provocatori ed allo stesso tempo nomali visto che era strano suonare punk tenendosi da determinati circuiti politici, specialmente in quegli anni. Questo costerà alla band talvolta antipatie, altre volte indifferenza ed altre l’accusa di essere un gruppo di destra. Destino comune con altri “big” del genere, vittime di chi ha sempre voluto distribuire patentini per mettere la propria paternità politica sulla musica.

Il nome dei decibel diventò celebre in occasione del noto “non-concerto” alla “piccola broadway”: la band nei giorni precedenti all’ipotetico show aveva tappezzato Milano di volantini e manifesti per

Copertina dell'esordio "Punk" (1977)
Copertina dell’esordio “Punk” (1978)

pubblicizzare l’evento, più o meno consci di quello che sarebbe potuto succedere. Migliaia di Punk vennero da tutta la Lombardia contemporaneamente ad un corteo di autonomi del Leoncavallo. La poca simpatia tra i due gruppi sfociò in uno scontro epocale che finì sulle pagine di tutti i giornali, rendendo il nome dei Decibel noto a tutta la città. Questo gli fece  guadagnare l’interesse di varie etichette e la produzione del loro debutto per la Spaghetti Records.

Pur non appartenendo a nessun “partito”, i testi scritti da Ruggeri erano carichi di una forza distruttiva e provocatoria decisamente fuori dal comune. Ad esempio, i versi della canzone “Col Dito” suonavano come una vera e propria critica neanche troppo velata al movimento femminista:

“Corri per la strada con le dita alzate e condanni un’ingiustizia che non c’è mai stata, invochi l’uguaglianza ché il maschio è il padrone e vuoi provare potere con la rivoluzione”

Oppure il testo di “Lavaggio del cervello” (che musicalmente potrebbe sembrare quasi un pezzo dei primi Maiden) rappresenta una critica aperta alla televisione, ai media e alla dittatura del sorriso:

“Ecco la meta, ecco il vostro gioco, spingere le masse nella vostra direzione. Quello che succede in strada è ancora troppo poco, ci siamo già stufati di questa situazione.”

Testi semplici, forse ingenui, ma che inseriti nel contesto sono in qualche modo rappresentativi di quel pezzo di storia della musica italiana. Il disco “Punk” fu però quasi un flop discografico e così la band cambiò direzione spostandosi verso suoni più elettronici con tendenze New Wave e Post Punk. Uscirà quindi nel 1980 “Vivo da Re”, album in cui è contenuto il famoso brano “contessa”, che partecipò anche al Festival di Sanremo (cosa che gli

Enrico Ruggeri
Enrico Ruggeri

costò la credibilità di gruppo punk “intransigente”).

Ultimo episodio del gruppo in cui compare Enrico Ruggeri, “Vivo da Re” contiene molti elementi tipici di gruppi che avrebbero dato vita al Synthpop come gli Ultravox, il tutto unito ad un’estetica kraftwerkiana che vede camicia e cravatta come elemento estetico caratterizzante; i testi, che prima erano espressione di una rabbia adolescenziale e dalla voglia di prendersela con tutti e tutti, ora diventano più maturi ed introspettivi e talvolta struggenti: di amore, dello stereotipo della “femme fatale” (Contessa), di crisi interiori (Pernod, Tanti Auguri) ma senza tralasciare critiche al mondo del consumo (Supermarket).

Insomma, un cambio di stile netto dopo il quale Ruggeri sentirà evidentemente la necessità di prendere una propria direzione solista, facendo uscire tempo dopo il suo debutto “Champagne Molotov”.
Al netto di questo, si può forse capire se qualcuno accusò cantante ed il suo ex-gruppo di non essere mai stati punk e di non aver mai avuto le credenziali per esserlo.
Ma si può soprattutto capire la risposta contenuta nel testo di “Punk prima di te”, canzone presente nell’omonimo album solista del cantante in cui compaiono 7 canzoni dei Decibel e 7 rivisitazioni di brani che hanno fatto la storia del Punk.

“Sono stato Punk prima di te e mi sono fatto male io, suonavo l’heavy metal quando tu eri molto più normale”

Un’accusa chiara verso i critici musicali saccenti e “radical chic” da parte di un autore che, da uomo libero, ha avuto un percorso musicale vario ma allo stesso coerente, spaziando tra vari generi curandosi più dei propri lavori che delle opinioni altrui.

Alessandro Bizzarri

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