Roma, 26 mag – Molti Carabinieri difesero i confini d’Italia durante la prima guerra mondiale, altri persero la vita durante la seconda e molti caddero in terra d’Africa. Fra essi, Alfredo Serranti.

Un eroe da prima linea

Alfredo Serranti nacque a Roma il 25 maggio 1896 da una famiglia di ceto medio della capitale. Dopo aver frequentato ragioneria decise di non perdere tempo e, a 19 anni, si arruolò con l’Esercito pronto a partire per il fronte della Grande Guerra. Nel 1915 venne così assegnato al reparto artiglieria da campagna e partì per il nord Italia.

Sul monte Sabotino diede subito prova di sé distinguendosi per coraggio e ardimento. Nonostante il fuoco nemico fosse incessante, Serranti si spostava agile da una trincea ad un’altra e avanzava verso il nemico. Per questo suo atto venne decorato con una medaglia di bronzo al valor militare: “Con sprezzo del pericolo dava rinnovata prova del suo sereno coraggio abituale, slanciandosi volontariamente, attraverso ad una zona scoperta ed intensamente battuta dal tiro nemico, ed animando i dipendenti con l’esempio, disponeva energicamente per lo isolamento di un incendio sviluppatosi in seguito a tiro avversario fra una colonna di autocarri carichi di munizioni, in prossimità di un deposito pure di munizioni”. L’anno successivo, sul Montello, Serranti si portava volontariamente in prima fila per sparare al nemico ed aprire la strada ai compagni. Anche in questa occasione ottenne una medaglia di bronzo al valor militare.

Il passaggio all’Arma

Terminata la guerra, Alfredo Serranti venne promosso al grado di tenente e chiese di essere trasferito all’Arma dei Carabinieri venendo posto immediatamente alla Legione di Bologna. La guerra d’Etiopia era alle porte e non poteva non mancare all’appello. Si distinse in varie occasioni in terra d’Africa ma da quel paese così lontano non farà mai ritorno.

Scoppiata la seconda guerra mondiale, infatti, Serranti verrà posto a capo del I gruppo Carabinieri mobilitato per difendere la sella di Culquaber nel cuore dell’Etiopia. I britannici, infatti, avanzavano da nord e Culquaber era un centro importantissimo per il sostentamento delle truppe con tutte le riserve di acqua, cibo e di armi. Ma ben presto le scorte finirono e Serranti condusse i suoi compagni in azioni di razzia ai magazzini inglesi. Il soldato romano condusse più di una volta i propri compagni alla vittoria portando cibo e acqua per molti altri soldati al campo.

Il 21 novembre 1941 entrambi gli eserciti erano stremati ma gli inglesi decisero di utilizzare tutte le armi ed i mezzi a disposizione per debellare gli italiani. I nostri soldati resistettero strenuamente e, rimasti senza munizioni, combatterono corpo a corpo utilizzano pugnali e baionette. Mentre incitava i suoi compagni Carabinieri ad avanzare, Serranti venne colpito all’addome e cadde al suolo esanime.

In suo onore gli venne concessa la medaglia d’oro al valor militare: “Nel corso di aspro e sanguinoso combattimento, instancabile nell’accorrere con pieno sprezzo del pericolo nei punti più minacciati, infondeva nei propri subordinati tenacia, saldezza, alto senso di abnegazione, indomito ardore combattivo. In successiva lotta serrata e cruenta contro preponderanti forze avversarie guidava carabinieri e zaptié al compimento di epiche gesta. Colpito una prima volta da arma da fuoco, rifiutava di farsi medicare per non lasciare il suo posto alla testa dei propri uomini che, attorno a lui, s’immolavano numerosi nella visione ideale della Patria e nell’adempimento del dovere. Travolto da una furibonda mischia all’arma bianca e trafitto da una tremenda baionettata che gli squarciava l’addome, raccoglieva le languenti forze per lanciare al nemico l’ultima sfida e rivolgere, ai pochi superstiti, le ultime parole d’incitamento alla più strenua resistenza. Fulgido esempio di eroismo che nobilita le tradizionali virtù ed il secolare valore dell’Arma”.

Tommaso Lunardi

Commenti

commenti

2 Commenti

  1. Esiste un libro di Alfio Caruso, che attesta che molti Carabinieri caddero combattendo contro lo sbarco di Gela in Sicilia…
    Leggetelo “Arrivano i nostri. 10 luglio 1943: gli Alleati sbarcano in Sicilia”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here