Roma, 16 mar – Uno sguardo severo, elegante ma determinato. Attilio Imolesi non passava inosservato quando si preparava a decollare alla volta dell’obiettivo nemico. Ottenne il titolo di asso della prima guerra mondiale, a questo eroe dei cieli, infatti, sono state attribuite circa 6 vittorie.

“La Sezione”

Attilio Imolesi nacque l’11 ottobre 1890 a Cesena da una famiglia appartenente al ceto medio-basso. All’inizio della sua carriera lavorativa, prestò servizio in un’officina e riparò a lungo automobili e altri mezzi a motore. Fino al 1914 tutto continuò secondo il solito menabò. Lo scoppio della prima guerra mondiale gli diede la possibilità di tentare il grande salto in avanti.


Per questo motivo, nel 1915 si iscrisse volontario alla scuola di volo per piloti da caccia. Venne immediatamente assegnato a “La Sezione” di difesa a Rimini e Riccione. Mario Ponis venne messo a capo di questa divisione che ebbe il compito di difendere Rimini e le città limitrofe dai bombardamenti aerei e navali austro – ungarici. Nel novembre del 1916, tuttavia, Imolesi fece richiesta per partire per il fronte e venne assegnato alla 79° Squadriglia prima ad Arcade poi ad Istrana.

La prima vittoria

Giungiamo dirimpetto al 26 aprile. A bordo del suo Nieuport 17, Attilio Imolesi combatté al fianco di Francesco Baracca e registrò la sua prima vittoria quando, nel cielo di Gradisca, il suo avversario cadde sotto i colpi del pilota italiano. Passiamo avanti di un mese: il 26 maggio durante la Strafexpedition austriaca Imolesi era alle costole di un biplano austriaco. La nebbia, tuttavia, aiutò il nemico teutonico e catapultò il nostro sotto l’antiaerea austriaca. Per poco il pilota di Cesena riuscì a scamparla atterrando in una palude nei pressi delle coste venete.

La caduta

Il 26 settembre dello stesso anno distrusse due velivoli, un biplano e un caccia che gli faceva da scorta, alzando a tre il palmares delle vittorie. Il 13 dicembre 1917 ottenne una vittoria condivisa con un suo collega Ciotti, con il quale abbatté un quinto velivolo di lì a pochi mesi ed ottenendo il titolo di “asso”.

Il 14 gennaio 1918 Attilio Imolesi ottenne la sua ultima vittoria in Valstagna. Il suo velivolo, tuttavia, era molto danneggiato e precipitò rovinosamente al suolo. Imolesi batté la testa contro la mitragliatrice e andò in coma fino alla sua morte avvenuta quasi due mesi dopo, il 13 marzo, all’ospedale di Marostica.

Tommaso Lunardi

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