Roma, 6 gen – Due croci di guerra e una medaglia d’oro al valor militare sono il palmares di questo eroe dimenticato dagli annali. Oscar Abello era un asso dei nostri cieli e un grande vanto per la nostra aviazione.

UNO STUDIOSO

Oscar Abello nacque a Torino il 25 settembre 1916 quando l’Italia era in piena ostilità con il resto d’Europa. Frequentò le scuole elementari Giacinto Pacchiotti e si diplomò presso il regio istituto tecnico “Sommelier”. Nel 1935, agli albori dell’avventura in Africa, Abello frequentò scienze economiche all’Università di Torino ma non terminerà mai gli studi. Ammirava i piloti d’aereo a tal punto che, nel 1936, si arruolò volontario nella Regia Aeronautica.

UN’AVVENTURA A MIGLIAIA DI METRI D’ALTEZZA

A soli 18 anni Abello ottenne il brevetto di pilota e, nel settembre 1936, fu assegnato alla scuola di volo di Foggia. Il gennaio dell’anno successivo divenne pilota militare ed immediatamente promosso a sottotenente di complemento. Venne assegnato alla 75° Squadriglia Caccia, precisamente nel 23° Gruppo Caccia Terrestre e affinò le proprie tecniche nel terreno di caccia prediletto dalle potenze europee dell’epoca: la Guerra di Spagna. Entrato nella prestigiosa Aviazione Legionaria, combatté al fianco dei nazionalisti fino all’agosto 1938 quando venne richiamato in Patria per frequentare la scuola di applicazione dell’aeronautica di Firenze. Ottenne una croce di guerra per il seguente motivo: “Ufficiale pilota da caccia, volontario in missione di guerra per l’affermazione degli ideali fascisti, effettuava numerosi voli bellici, contribuendo efficacemente a mantenere inviolato il cielo di una importante base navale”. Solo dopo aver compiuto gli studi entrò in servizio a tutti gli effetti.

Allo scoppio delle ostilità Oscar Abello era di servizio all’Aeroporto di Torino – Mirafiori con la 70° Squadriglia Caccia equipaggiata con i Fiat C.R. 42 Falco. Da lì partì per la Francia ottenendo la seconda croce di guerra: “Concorreva valorosamente ad azioni di mitragliamento e caccia su lontane basi nemiche”. Dopo gli attacchi oltre le Alpi il suo Gruppo divenne autonomo e spostato in Sicilia, pronto a combattere a Malta. Nel dicembre dello stesso anno venne promosso tenente e trasferito in Libia.

Il 5 gennaio 1941 Oscar Abello trovò la morte mentre cercava di atterrare ad Ain el – Gazala, sul campo d’aviazione italiano. Il suo velivolo e quello di Pardino Pardini vennero abbattuti dall’Hawker Hurricane di Ernest Mason. 10 mesi dopo Abello ottenne la laurea honoris dall’Università di Torino ed insignito della medaglia d’oro al valor militare: “Intrepido, audace, mirabile pilota da caccia, pronto ognora a tutti i cimenti e a tutti i rischi, votato alla gloria dell’ala italiana, portava la sua offesa oltre i mari e oltre i monti nei cieli nemici dal fronte francese al deserto marmarico. In asprissimi numerosi scontri con la caccia avversaria conseguiva tre brillanti vittorie personali e contribuiva validamente all’abbattimento di altri numerosi velivoli. Al ritorno di un volo di guerra, mentre s’accingeva ad atterrare sul proprio campo, una raffica improvvisa di un caccia assalitore lo colpiva a morte, quasi a tradimento. Immolava così la sua giovane vita sull’ara gloriosa degli olocausti alla Patria, lasciando di sé esempio luminoso per nuovi ardimenti e per nuove vittorie”.

Tommaso Lunardi

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