Roma, 3 feb – Nato a Lavarone in provincia di Trento il 23 settembre 1913, Luigi Caneppele studiò al Collegio Arcivescovile del capoluogo di provincia. La situazione era molto delicata a causa del conflitto mondiale e rese complicata la prima infanzia di Caneppele. Nonostante tutto, ad inizio anni ’30, il soldato ottenne la maturità classica e si laureò in ingegneria meccanica con una tesi sull’aeronautica.

La sua prima passione era, tuttavia, il volo a vela. Per questo motivo venne arruolato dalla Nazionale italiana per le Olimpiadi di Berlino del 1936. Caneppele detiene ancora il record italiano di durata di un volo con una prestazione di 6 ore e 20 minuti.

AVIATORE

Dopo aver terminato gli studi nel 1938, Luigi Caneppele si arruolò nella Regia Aeronautica ottenendo in pochissimo tempo il brevetto di pilota militare, oltre a quello di pilota di aliante e civile. Dopo di ciò, venne affidato al 150° Gruppo di stanza in Sicilia.

Il suo compito era quello di sorvegliare e di proteggere dagli inglesi l’isola di Malta. Il suo marchio di fabbrica divenne quello dei “Tre Osei”, ossia, “Tre Uccelli” in dialetto veneto – trentino. Questo nomignolo era dovuto al simbolo riportato sulla tuta di Caneppele, appunto tre aquile, simbolo dell’aliantista olimpico.

Nel 1941 venne mandato in Libia a supportare i compagni ma, nella sua prima missione, il suo aereo venne gravemente danneggiato. Tutti lo diedero per spacciato ma, con una grande abilità, Caneppele volò per centinaia di chilometri atterrando sano e salvo alla base italiana. La medaglia di bronzo al valor militare gli venne immediatamente conferita.

La seconda missione vide Caneppele trovarsi accerchiato da tre Spitfire inglesi. Con un’abile mossa ne abbatté uno, il secondo venne gravemente danneggiato mentre il terzo virò e si ritirò oltre le linee nemiche.

La sua morte avvenne il 1° febbraio 1942. Alla guida di un trimotore, venne abbattuto dalla contraerea nemica. Salvò gran parte dei suoi compagni a costo della sua stessa vita e, ciò gli consentì la consegna della seconda medaglia d’argento al valor militare.

Tommaso Lunardi

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