Roma, 31 mar – L’Accademia Militare di Livorno è stata una delle principali e più importanti fornaci di eroi della Marina Italiana. Stessa sorte tocca a Romeo Romei, nato il 14 agosto 1906 a Cattaro in Montenegro, ex possedimento della Serenissima e di, fatto, territorio allora italofono.
Nel 1928 Romei uscì dall’Accademia con il grado di Guardiamarina ma, nel giro di solo un anno, divenne ufficiale di rotta dell’incrociatore Trieste nonché sottotenente di vascello. Affascinato dalle unità navali che agivano sotto il pelo dell’acqua, chiese di essere assegnato ai sommergibili. Gli fu così affidato il prestigioso “Perla”, un sottomarino leggendario che girò praticamente tutto il mondo, dall’Africa nera alla Somalia, per l’India e andare poi a compiere missioni in Spagna e nel Mediterraneo. Proprio nella penisola iberica vi sarà la consacrazione eroica di Romei.
Nel 1940, allo scoppio della seconda guerra mondiale, venne chiamato a Tobruk sulle coste libiche dove vi era un’importante base navale italiana pronta a mettere in mare le sue forze per difendere il Mare Nostrum dagli Inglesi. Qui venne assegnato al sommergibile Pier Capponi. Alle 00.35 del 22 giugno, il sommergibile italiano trovò nella sua rotta un sommergibile svedese Helge in dotazione agli Alleati. Romei riuscì ad affondarlo dopo tre attacchi impedendone l’arrivo a Malta. Altre importanti missioni vennero portate a termine da Romeo Romei che, usando un’astuzia non conforme a tutti, riuscì ad attaccare cacciartopedinieri e portaerei danneggiandole anche gravemente. Romei ottenne la nomea di “corsaro degli abissi”, una leggenda per le potenze dell’Asse e una maledizione per gli Alleati.
Gli Inglesi vollero, però, una volta per tutte, annientare questo flagello. Per questo, il sommergibile inglese Rorqual intercettò il sottomarino di Romei e, una volta che questi ebbe lasciato il porto di Messina per partire in missione, venne silurato e affondato il 31 marzo 1941 a sud di Stromboli.
Romeo Romei venne insignito postumo della Medaglia d’oro al valor militare e due sommergibili prendono ora il suo nome. “Esempio di sereno ardimento, di eccezionale tempra di combattente e di elevate virtù militari”.
Tommaso Lunardi
 

4 Commenti

  1. …..Bene, ma ‘sto sommergibile aveva sicuramente un equipaggio, oltre al capitano……spero che una ”medaglietta ”ci sia stata anche per loro….perché cenza questi, il capitano, massimo, massimo, poteva solo andare a remi…

  2. Per leggere la storia del Pier Capponi andare su Il Gazzettino di Brindisi.it
    Per favore sarei grato all’autore dell’articolo di segnalarmi da dove proviene la foto del marinaio sulla tolda.Io non sono sicuro ma dovrebbe trattarsi del marinaio vedetta Luigi De Donno di Porto Cesareo dove sabato prossimo intitoleranno a lui una via. Però a me interessa la certezza. Sicuramente da dove è stata presa la foto vi sarà la didascalia. Forse dal volume di Pietro Caporilli con altri due autori dal titolo 7 anni di guerra e che io non dispongo. Chi mi può aiutare?
    Enzo Poci

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