11951945_10207418927381322_7816668035639086454_nRoma, 25 set – È morto ieri, all’età di 83 anni, Franco Grechi, tra i più giovani aderenti alla RSI quale dodicenne mascotte del Battaglione Barbarigo della Decima MAS.

Nato nel 1932, e con il padre ufficiale, nel febbraio 1944, infatti, il giovanissimo Grechi si presentò all’ufficio arruolamento della Xa MAS a La Spezia, chiedendo di essere arruolato in quel corpo militare che non aveva abbassato la bandiera, rimandendo in armi e guadagnandosi il rispetto dei tedeschi, che ritenevano, non a torto, di essere stati traditi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943.


Davanti all’incredulità dell’ufficiale di giornata, il quale ovviamente, seppur comprendendo le ragioni ideali di quel gesto, stava respingendo il ragazzino che gli si era parato davanti, Grechi, pur di farsi arruolare, si inventò di essere rimasto orfano dopo un bombardamento Alleato (ipotesi purtroppo realistica, viste le decine di migliaia di civili italiani rimasti uccisi dalle bombe dei “Liberatori”) e di non aver nessuno da cui andare.

E, nelle parole di Grechi, “lui prese per buona la bugia; sentiti altri pareri fu deciso di adottarmi: non potevano mica cacciare un povero orfano!”. Così Grechi fu arruolato, rivestito di una uniforme grigioverde “su misura” e fregiato dello scudetto da braccio della Xa MAS: quello scudetto con la X rossa e il teschio con la rosa in bocca, “perché la morte per noi è una cosa bella profumata… come una rosa!”, nelle parole della Medaglia d’Oro al Valor Militare comandante Salvatore Todaro, caduto in missione nel 1942.

E quando alla fine del mese il Barbarigo partì per la testa di ponte di Nettuno, prima unità militare della RSI a andare al fronte, dove infuriavano i combattimenti tra i tedeschi e le forze Alleate lì sbarcate, il marò Grechi seguì i suoi camerati verso il nemico.

Ovviamente, gli ufficiali del reparto tennero il marò-bambino presso il comando di Battaglione, per preservarlo dai combattimenti in prima linea: tuttavia, Grechi sopportò per mesi e senza cedere gli attacchi aerei e d’artiglieria, la fame, la carenza di sonno, il freddo e le intemperie di quell’inverno, prove che avrebbero spezzato uomini ben più forti di quel ragazzino.

Poi venne lo sfondamento Alleato, e la ritirata verso Roma e il ritorno a La Spezia dei superstiti del Battaglione, poco più di cinquecento sui mille partiti: i ragazzi del Barbarigo aveva pagato con 200 morti, 200 feriti e 100 dispersi il suo ostinarsi a non cedere davanti al “rullo compressore” Alleato davanti a Roma.

Ecco come Franco Grechi ricordava questo periodo in una intervista rilasciata anni fa (in Daniele Lembo, I fantasmi di Nettunia, Roma, 2000):

Dov’era alla data dell’8 settembre 1943 e che cosa ha provato all’annuncio della resa?

“A casa. Una grande vergogna”.

Dopo l’8 settembre 1943 in quale reparto si è arruolato e perché?

“Reparto di arruolamento Barbarigo Xa MAS – San Bartolomeo – La Spezia. Mascotte a causa dell’età minorile e figlio di ufficiale”.

Se è stato impiegato sul fronte di Anzio-Nettuno quali sono i suoi ricordi di quei giorni e di quei fatti d’arme?

“Giornate tremende, spirito elevatissimo e grande cameratismo. Zona Lago Fogliano”.

Dopo l’8 settembre 1943 ha mai creduto che gli italo tedeschi potessero ancora vincere la guerra e se non lo ha creduto perché ha continuato a combattere?

“Minime le speranze di vittoria, ma si combatteva per l’onore”.

Dopo la guerra, Grechi rimase una figura di spicco nell’ambiente dei veterani della RSI, e in specie tra gli ex combattenti della Xa MAS, contribuendo con la sua orgogliosa testimonianza a tener vivo il ricordo di quei combattenti dell’Onore e delle loro battaglie.

Lo ricordiamo con le parole del comandante del Battaglione Barbarigo, MOVM della RSI e MBVM Umberto Bardelli: “Nessuno di voi è morto finché noi non moriremo tutti. E fino a quando sarà in piedi uno del ‘Barbarigo’ lo sarete anche voi”.

I funerali si terranno oggi, a Genova, Chiesa di S. Francesco d’Albaro, alle 11.45.

Andrea Lombardi

Commenti

commenti

11 Commenti

  1. Perche’ non portate il sig.FRANCO GRECHI al cimitero di Nettuno dove sono tumulati tutti quelli della X° MAS nel Campo Della Memoria a Nettuno? l’ho visitato giorni fa’ e non posso negare di essermi commosso davanti a quelle lapidi di ragazzi che hanno combattuto con orgoglio affrontando un nemico sproporzionato credendo in quello che facevano

  2. I miei rispettosi e sentite condoglianza alla famiglia tutta. Ci ha lasciato un altro ITALIANO le cui gesta saranno nei secoli ricordato

  3. Abbiamo pero un altro Italiano VERO …. e il tutto, se non ricordato a dovere, passerà sotto silenzio…. dal 1968 (e anche prima) stanno cancellando la VERA STORIA D’ITALIA….

  4. ci lascia un commilitone,si per me che nel 1973 ero alla Carlotto di Brindisi ulima base della Xma anche se spezzettati in comos,comsubin e BSM lo era,la memoria non fu mai tradita. i superstiti erano noi e per loro tenere alta aquella bandiera è stato un grande onore. li consideravamo sempre presenti come chi sacrificò la vita contro l’invasore travestito da liberatore. ONORI a Lui e sempiterna RICONOSCENZA E MEMORIA. mi associo all’auspicio che venga portato al luogo della nostra memoria affinchè le giovani generazioni imparino dal suo ricordo ed Esempio ad amare la PATRIA.

  5. Da anni oltre che aderire a l’associazione Marinai d’Italia come EX Marinaio, sono anche scritto a l’associazione X Flottiglia MAS.
    La morte di Franco Grechi mi ha lasciato un grande dolore, Grechi per me è stato un grande personaggio, infatti ho scritto un libro in cui nelle prime pagine parlo di questo bambino insieme a quel Balilla,
    ai quali ho dedicato tutto il mio libro, qualche anno fa mi sarei dovuto incontrare con Franco Grechi al “CAMPO DELLA MEMORIA DI NETTUNO”, Purtroppo Grechi non venne e il mio libro con sopra
    la dedica a Franco è rimasto a me, sono alla ricerca di qualche parente per poterglielo donare in ricordo della MASCOTTE DEL BATTAGLIONE BARBARIGO E DI TUTTI I CADUTI, la commozione mi ha preso alla gola, non posso continuare a scrivere, perciò un
    saluto affettuoso, DECIMA !!!. Luigino Di Priamo “Gigi Balilla”

  6. DECIMA MARINAIO….. riposa in pace affianco dei tuoi compagni. Porgi con onore i nostro saluto al comandante, Junio Valerio Borghese.

    ONORE ALLA DECIMA

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here