akiko-higashimura-himoxileTokyo, 26 ott – C’è una nazione che proprio non vuole arrendersi al pensiero unico, al politically correct, all’orizzontalità imposta in nome dell’egualitarismo. Parliamo dell’ultimo Impero rimasto sul pianeta, il Giappone.

È di oggi la notizia della sospensione dopo appena due capitoli di un manga, Himoxile di Akiko Higishimura, in seguito a feroci polemiche per il suo contenuto e per il suo messaggio.

Accuse di sessismo? Razzismo? Omofobia? Xenofobia? Qualunquefobia o qualsiasi-ismo? No, affatto. Il manga è semplicemente stato ritenuto devirilizzante e denigratorio nei confronti, udite udite, della figura maschile. La trama del fumetto infatti tratta di un gruppo di maschi disoccupati che, per piacere di più ed avere più successo con le donne in carriera, si improvvisano casalinghi.

In un’Italia in cui l’ideologia gender prende sempre più piede pretendendo che “uomo” e “donna” siano solo concetti imposti dalla società, in cui Laura Boldrini, la Grande Madrina della Grande Sostituzione – non solo etnica ma anche spirituale – urlava indignata contro le pubblicità delakiko-higashimura-himoxile-cover Mulino Bianco definite sessiste perché, cosa inaudita, a portare la colazione in famiglia era la mamma, probabilmente un manga del genere sarebbe diventato presto un simbolo della nuova società, dei valori dei tempi moderni, un esempio di civiltà con tanto di sproloqui intellettual-chic da parte di Repubblica, Huffington Post, Espresso eccetera eccetera.

E sicuramente chi avesse protestato portando accuse di “devirilizzazione e denigrazione del maschio” sarebbe stato accusato di sessismo, di essere un potenziale stupratore sicuramente imbevuto di quel brodo culturale che porta alla violenza e all’odio del diverso e quindi carcerabile per rischio di femminicidio.

Ma nel Giappone in cui i samurai sono visti ancora come modello e non come esecrabile testimonianza della violenza del passato, evidentemente le Grandi Madri non hanno il potere castrante che hanno in Occidente. Il concetto stesso di “sessismo” è sconosciuto perché quel popolo è talmente strano da ritenere donne le donne e uomini gli uomini.

Lo scandalo suscitato dal manga della Higishimura non è dipeso infatti dal fatto che vengano presentate donne in carriera – in Giappone infatti ve ne sono moltissime – o uomini casalinghi. Ma fa scandalo che l’uomo disoccupato voglia fare il casalingo per sentirsi più “appetibile” per le donne in carriera, un processo che nell’ottica nipponica porterebbe a un’inversione totale non solo dei rapporti tra uomo e donna ma dell’essenza stessa dei due generi, producendo una virilizzazione della donna e una femminilizzazione dell’uomo.

E non è solo una minaccia avvertita dai “maschietti”. Le donne in carriera giapponesi che molto spesso rimangono single sono un fenomeno che incuriosisce e lascia basiti anche i sociologi occidentali. Il crollo del numero di matrimoni non sarebbe infatti dovuto all’emancipazione della donna ma proprio al fatto che le donne giapponesi trovano spesso i maschi moderni troppo poco uomini rispetto a quelli di una volta e non vogliono abbassarsi al livello di chi non sa elevarsi. Una scelta come quella dei protagonisti di Himoxile quindi sarebbe stata vista con orrore anche dalle donne nipponiche. Per fortuna degli uomini e del Giappone.

Carlomanno Adinolfi

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Commenti

commenti

8 Commenti

      • ha ragionissima, chiedo scusa alle associazioni animalisti e ai maiali, animali certamente molto più puliti e intelligenti dell’autore dell’articolo.

      • cosa la turba dell’articolo in maniera tale da farle esprimere queste critiche altamente costruttive, piene di pensieri dotti e di frasi altamente intellettuali che delineano perfettamente la sua weltanshauung e l’intero impianto del suo sommo pensiero?

  1. Mi turba tutta l’ideologia di base, secondo la quale l’uomo è uomo e la donna è donna.
    Mi piego meglio. Penso onestamente che l’idea secondo la quale non c’è nulla di sbagliato a relegare una donna, solo perché dotata di vagina, al ruolo che la società occidentale come quella giapponese le hanno affidato fino al secolo scorso (ovvero quello di madre e casalinga) sia limitante, offensiva e con presupposti sbagliati.
    Trovo che la società giapponese sia profondamente maschilista, anche se grazie al cielo negli ultimi anni le cose stanno cambiando.
    Trovo che tutta quest’apologia al maschio bianco eterosessuale, alla difesa della “virilità” siano stronzate retrograde inaccettabili in un paese democratico nel XXI secolo.

    Riconosciuta l’inutilità del commento che ho appena scritto – perché è come gettare perle ad, appunto, dei porci – sono consapevole che individui come l’autore di questo articolo e i seguaci di questa testata giornalistica non raggiungeranno sicuramente l’illuminazione divina e torneranno alla ragione capendo che non esiste alcuna “ideologia gender” e nessuna differenza biologica rilevante tra uomini e donne. Ne sono consapevole, davvero, però dopo un po’ leggere questi continui sproloqui di stampo catto-fascista mi dà la nausea.

    • credo che la frase “società occidentale come quella giapponese” possa definitivamente chiudere ogni tipo di credibilità a qualunque tipo di critica lei possa o voglia fare… perché si può capire l’ignoranza totale della società giapponese che le fa pensare che sia o sia stata maschilista (nessuno può pretendere che l’abbia studiata o che l’abbia vista di persona) ma qualora si pensasse al Giappone come a “occidente” risulta chiaro che l’ignoranza è tale che potrebbe al massimo tentare un contraddittorio con un Razzi o con un Cassano. Quanto al fatto che la fa rabbrividire che l’uomo sia uomo e la donna sia donna è piuttosto patologico. E dire che non esistono differenze biologiche tra uomo e donna… beh, evito di spiegarle cose che avrebbero dovuto spiegarle alle elementari, farlo ora potrebbe traumatizzarla 🙂

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