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Grande cultura a piccolo budget: l’esempio de L’Augusta

L'Augusta, cultura


Lucca, 28 lug – Oltre ottocento partecipanti in sei conferenze, sei libri presentati, duecento copie vendute e poi ventiquattro ospiti, fra i quali Marcello Veneziani, Vittorio Feltri, Stefano Zecchi, Daniele Capezzone, Toni Capuozzo, Francesco Borgonovo, Antonio Rapisarda, Gian Micalessin, Nicola De Felice. Sono questi i numeri, e i nomi, del festival culturale L’Augusta – la Fortezza delle Idee, che si è chiuso ieri a Lucca.

L’Augusta, un piccolo miracolo culturale



“L’Augusta è stata un successo – ha dichiarato il presidente dell’omonima associazione, Iacopo Di Bugno – in termini di numeri, di qualità degli ospiti, di temi trattati, di partecipazione. Un piccolo miracolo culturale basato solo sullo sforzo di volere, l’autofinanziamento e le donazioni dei nostri estimatori”. E in effetti di esempio bisogna parlare, in tempi in cui gli spazi di libertà culturale sono sempre meno e sempre ben presidiati dai gendarmi progressisti.

Come hanno ribadito gli ospiti dell’ultimo appuntamento – Emanuele Ricucci, Matteo Brandi ed Edoardo Sylos Labini – la ‘cultura’ è il primo passo per affrontare poi le sfide politiche e quelle economiche. Un campo lasciato troppo tempo in mano alla cricca del politicamente corretto, che ha occupato ‘gramscianamente’ gli spazi, aiutati da una controparte con poca capacità e ancora meno voglia di fare cultura.

L’Augusta è riuscita così – senza finanziamenti pubblici e grossi sponsor – là dove attori più grandi hanno fallito: creare una cornice di pregio per un quadro coerente e animato, dove relatori e pubblico si sono realmente ‘toccati’ attraverso le tematiche trattate. Significativi i commenti post conferenze, racchiusi in brevi video pubblicati sui canali social dell’associazione.

Marcello Veneziani a colloquio con Antonio Rapisarda e Dante Alighieri

Il festival si è aperto il 25 giugno con un incontro a due fra Veneziani e Rapisarda. Tema Dante e il suo ruolo di padre della Patria, in un viaggio ideale nei ‘gironi infernali’ dell’Italia, partendo da Dante ed arrivando al governo di Mario Draghi, fra i vizi e le virtù del nostro Paese.

“L’Augusta riesce a fronteggiare una sfida difficilissima con i colossi del conformismo – ha detto Marcello Veneziani – una strada da proseguire e da imitare. Perché abbiamo bisogno di avamposti di pensiero e cuori intelligenti che possano sfidare la sordità spirituale del nostro tempo”. Rapisarda, anche membro del Comitato d’onore de L’Augusta, ha parlato del festival ormai come di un evento stabile della cultura non conforme italiana.

Guerra e geopolitica oggi, ma anche nel Medioevo

Il secondo appuntamento ha allestito una tavola rotonda dal titolo “La guerra in mezzo a noi” con l’ammiraglio in riserva Nicola De Felice, il docente Gian Piero Joime, i giornalisti Gian Micalessin, Franco Nerozzi e Alberto Palladino. Il tema: il ruolo dell’Italia sullo scacchiere geopolitico, energetico e militare e il racconto dai fronti caldi nel mondo dove si combatte, a cui il nostro Paese è unito da motivi strategici, militari ma anche umanitari.

Nel terzo appuntamento la prospettiva geopolitica si è incrociata con la storia, parlando del condottiero medievale Castruccio Castracani degli Antelminelli e dell’Italia del ‘300 insieme ai docenti Alessandro Bedini, Umberto Sereni e Francesco Tricomi (questi ultimi due membri del Comitato d’onore dell’associazione), insieme al discendente omonimo di Castracani.

Zecchi, Borgonovo e Capezzone fra Orwell e il Covid

Il quarto appuntamento ha visto il filosofo Stefano Zecchi e i giornalisti Francesco Borgonovo, Daniele Capezzone e Fabrizio Vincenti discutere intorno ai riflessi orwelliani della gestione della pandemia. I relatori hanno indagato le aberrazioni del sistema liberal democratico e le previsioni avverate di George Orwell descritte in “1984”.

“L’Augusta è un piccolo miracolo che va difeso, coltivato e alimentato il più possibile – ha commentato Borgonovo, anche lui membro del Comitato d’onore dell’associazione – da qui ai prossimi cento o mille anni”. “Una bella serata grazie a questa organizzazione – ha fatto eco Zecchi – un bellissimo momento di incontro e di riflessione”.

Nel ricordo di Norma Cossetto, il Comitato 10 febbraio con Toni Capuozzo e gli esuli

“Norma Cossetto, rosa d’Italia” è stato il titolo del quarto appuntamento, prendendo spunto da una peculiarità lucchese: qui infatti, una mozione per intitolare una strada a Norma Cossetto, è stata approvata all’unanimità. Insieme all’autore della mozione, il consigliere comunale Fabio Barsanti, hanno parlato del tema del ricordo Rossella Bari, esule istriana, Emanuele Merlino, presidente del Comitato 10 febbraio e la giornalista Bianca Leonardi.

“Una serata indimenticabile per ricordare una storia che per anni è stata dimenticata”, ha detto la professoressa Bari, che è anche presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. “Oltre cento persone attente a parlare di ricordo e cultura – ha commentato Merlino – si tratta di quasi un miracolo. Ma forse no, forse è soltanto il grande impegno di chi ha promosso questa iniziativa”. 

L’Augusta: il finale ‘folle’ con Feltri, Ricucci, Brandi e Sylos Labini

L’ultimo appuntamento dei sei, il 27 luglio, dal titolo “Caduta matti”. Una conferenza fuori dagli schemi sulla follia del politicamente corretto, fra letteratura, teatro e cinema grazie a Emanuele Ricucci, Edoardo Sylos Labini e Matteo Brandi. Con l’intervento in collegamento di Vittorio Feltri.

Unanimi i commenti degli ospiti: “Un’oasi libera dal pensiero unico, la strada da percorrere. Un luogo finalmente libero, che mette la cultura al centro della vita pulsante delle persone. Un punto per rilanciare la cultura del nostro Paese”. “Bisogna combattere per la nostra libertà – ha detto Feltri – per questo vi auguro di riuscire nei vostri intenti, che sono anche i miei”. Per concludere quindi anche noi come fanno gli ospiti a fine conferenza: “Viva l’Augusta!”.

Ettore Maltempo



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