Roma, 19 apr – L’ecologismo è il loro Dio e Greta Thunberg il loro profeta. Sono migliaia i giovanissimi che stanno affollando Piazza del Popolo in queste ore per il Friday for Future: sotto il sole cocente – accidenti al riscaldamento globale! – aspettano come un oracolo l’intervento di Greta previsto per le 12:30. Arrivano da tutta Italia, agitando cartelli scritti in inglese maccheronico (“Greta we are together”), indossando magliette con slogan evocativi (chissà quante comprate su Amazon, alla faccia delle emissioni), le facce dipinte, organizzate in gruppi, comitive, da soli. Greta ieri ha dichiarato che “non siamo in piazza per farci i selfie”: invece, l’impressione è esattamente quella.

Lezione “a pappagallo”

Non serve porre loro le classiche “domande trabocchetto” per verificare se, diversamente dall’ultima manifestazione, hanno ripassato la lezione e si sono studiati il buco dell’ozono o la definizione di riscaldamento globale: non siamo stati così sadici come Il Messaggero. Piuttosto l’impressione è quella inversa, cioè che tutti si siano abbeverati alla stessa fonte e abbiano imparato “a pappagallo” la lezioncina imposta dall’alto dei cieli dell’ambientalismo: (quasi) tutti preparati sulle nozioni principali, imbevuti dell’illusione del “tutti insieme si può” ma senza che nessuno abbia dato loro uno straccio di visione “politica” della situazione a livello globale. Un altro dato che emerge a colpo d’occhio è la presenza femminile. Schiacciante, in primo piano, desiderosa di comunicare. I ragazzi sono in posizione marginale e sembrano essere presenti più per altri scopi meno nobili della lotta al riscaldamento globale.


A bordo palco, il famoso sistema fantozziano di 128 biciclette collegate alle dinamo che alimentano l’impianto audio con energia green: alle dieci, orario in cui il palco era ancora raggiungibile, solo un paio di attempati signori cavalcavano i velocipedi, forse per buttare giù qualche etto in previsione degli imminenti stravizi pasquali. Tra alcune oscure presenze a bordo piazza che con uno striscione inneggiavano all’estinzione umana e un gentilissimo portavoce di una “associazione religiosa” che vede in Greta un segnale mandato da Dio, i militanti di Lotta Comunista distribuiscono i loro pamphlet dissentendo fortemente con lo spirito della piazza: a telecamera (purtroppo) spenta uno di loro ci ha spiegato come, secondo la loro visione, Greta sia un fantoccio dell’Europa utilizzato “per segare le gambe ai Paesi in via di sviluppo come Cina e India“. La realtà, stamattina, l’ha fotografata simbolicamente – e meglio di tutti – l’ambulante del Bangladesh, Paese in via di sviluppo che vagava vendendo di straforo alcune copie del libro di Greta: hanno capito tutto loro.

 

Cristina Gauri

Commenti

commenti

5 Commenti

  1. Le ragazzine avevano le treccine come la Greta.
    Per la cronaca metà della folla erano manifestanti,l’altra metà pederasti.:)

  2. Ecologia: da scienza che si occupa dello studio dell’ambiente, nonché delle interrelazioni tra il medesimo e gli organismi che lo popolano (le variabili possono essere molteplici e non sempre facilmente definibili nei termini della misurazione) è diventata, agli occhi e al comprendonio dell’opinione pubblica, un fantomatico quanto onirico sistema per non produrre inquinamento.

  3. Seguite, seguite pure la mostriciattola norvegese… Così nel frattempo non pensate a ciò che vi stiamo rubando!
    Se negli anni ’70 per distrarre le masse e canalizzarne la rabbia si utlizzavano le droghe, oggi si ricorre a questa patetica mostruosità (degna di un film di Tod Browning)…

  4. Che l’autore dell’articolo studi la condizione Nietzscheana de ” l’ultimo uomo” e che veda quanto sia cinico e privo di contenuti il suo articolo che sfotte tre quindicenni che chiama gretini con un gioco di parole sciocco e già vecchio. Il ragazzo che cita la bibbia dice una verità scientifica parlando della nostra alimentazione ideale. Perché non fate un articolo costruttivo? Cercate di impiegare il vostro genio di intellettuali per scoprire come modificare i rapporti economici che ci condannano all’apocalisse globale. L’ultimo uomo, fino a ieri una condizione mentale e metaforica, oggi mi dimostrate essere sulla strada di assumere il proprio significato di vocabolario. Prego di rispondermi

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here