La Grecia, culla della civiltà occidentale, è sicuramente uno dei paesi europei che più ha subìto sulla propria pelle il giogo delle grandi potenze straniere.

L’occupazione ottomana

Nel XIX secolo infatti la Grecia è occupata ormai da quattrocento anni dagli eserciti dei turchi ottomani, che detengono il potere sui Balcani fin dalla presa di Costantinopoli del 1453. L’oppressivo regime ottomano porta molti giovani greci a fuggire dalla repressione e a stanziarsi sulle montagne da dove intraprendono azioni di guerriglia contro l’occupante: sono i Kleftes, i banditi, come li chiamano gli ottomani.

L’illuminismo e la spinta indipendentista


Con l’avvento dell’Illuminismo la spinta indipendentista comincia a soffiare sul fuoco della rivolta e già dal 1814 vengono formate le prime organizzazioni patriottiche all’estero da esuli greci, una di esse è la Filikì Eterìa, “la società degli amici”, che ha per motto: ‘Libertà o morte!’ e per sede la città di Odessa sulle sponde del Mar Nero.

La secessione dell’Epiro

Nel 1821, approfittando della secessione dell’Epiro dall’Impero Ottomano per mano del governatore ribelle Alì Pascià, il seme della rivolta germoglia in tutta la Grecia, fomentato dai Kleftes e da parte della Chiesa Ortodossa. Questi primi moti sono duramente repressi già l’anno successivo con la riconquista di ampie posizioni da parte degli ottomani che si lasciano andare a violentissimi massacri come sull’Isola di Chio o nella stessa Costantinopoli dove il patriarca ortodosso viene impiccato.

L’appoggio europeo

Queste durissime repressioni hanno tuttavia un grande eco negli ambienti illuministi e liberali europei da cui partono fin da subito molti volontari per andare ad ingrossare le fila degli indipendentisti. Il sovrano turco Mahmud II grazie all’aiuto dei rinforzi egiziani, riesce a riconquistare importanti città indipendentiste: Navarino (1825 d.C.), Atene (presa dagli ottomani nel 1825 ma riconquistata dai greci solo due anni più tardi) e molte altre. Ben presto l’attenzione delle grandi potenze europee si focalizzò sulla questione greca, spinta sia da interessi sul territorio sia dall’opinione pubblica favorevole agli indipendentisti.

Nel 1827 Inghilterra, Francia e Russia tentano di mediare una pace favorevole ai greci con la Sublime Porta (nome che deriva dalla porta del palazzo reale ottomano, sede del governo). I greci avrebbero ottenuto una indipendenza formale restando tuttavia sotto l’orbita politica del Sultano ottomano. Gli ottomani, forti delle posizioni conquistate, rifiutano l’accordo scatenando la reazione delle tre grandi potenze che lo stesso anno annientano la flotta turca a Navarino e strappano diverse aree continentali al potere ottomano. La potenza militare del sultanato è ormai in ginocchio.

Il trattato di Adrianopoli 

Con il Trattato di Adrianopoli del 1829 la Russia espande notevolmente la propria influenza sui balcani a discapito dell’impero ottomano che perde allo stesso tempo ampi territori in Asia e Persia. La Grecia ottiene  di diventare uno stato indipendente tributario del sultano che si conserva il diritto di nominarne il monarca. I Greci tuttavia fin dal 1827 si erano già dotati di un ordinamento repubblicano al cui vertice si era imposto Giovanni Capodistria, conte greco di origine veneziana che aveva avuto un importante ruolo nella guerra d’indipendenza.

Considerato troppo filo-russo e piegato alle potenze straniere, Capodistria viene assassinato il 9 Ottobre del 1831. Ne segue un’improvvisa instabilità seguita da una guerra civile che porta Russia, Inghilterra e Francia ad intervenire nuovamente negli affari del neo-nato stato. Nella Convenzione di Londra del 1832 le tre super potenze decidono di insediare sul trono di Grecia il diciassettenne principe bavarese Ottone di Wittelsbach.

Un monarca straniero

La Sublime Porta accetta questo compromesso solo poco dopo, in cambio di una protezione delle grandi potenze europee contro le forze egiziane ormai nemiche. Il 21 Luglio 1832 la Grecia vede quindi coronato il suo sogno d’indipendenza, seppur sotto un monarca straniero impostogli, dopo quattrocento anni di dominio turco e islamico.

Marco Scarsini

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