Roma, 24 mag – Con tutta evidenza, la sinistra non è proprio riuscita a digerire il successo di Altaforte e di Io sono Matteo Salvini, il libro-intervista di Chiara Giannini al leader della Lega che, in poco tempo e grazie alla censura del Salone del libro, ha scalato diverse classifiche librarie. Eppure, avranno pensato i «compagnucci», se il boicottaggio non funziona, tanto vale giocare la carta fake news. E così Repubblica, Open, Fanpage e altre testate radical chic hanno tirato fuori il coniglio dal cilindro: il libro – hanno scritto ieri – è un vero flop di vendite.

Dati parziali = bufala

«Il libro intervista di Matteo Salvini, scritto dalla giornalista Chiara Giannini, è solo diciannovesimo nella classifica Gfk della saggistica. E non trova proprio spazio “nella top 20 generale”», ha scritto ieri, tutta tronfia, Repubblica. Che spiega: «Se, nei primissimi giorni, il libro ha avuto un ottimo esordio su Amazon – appena è stato possibile preordinarlo – con il passare delle ore la curiosità iniziale si è trasformata in un flop. Secondo la classifica Gfk, nella settimana dal 13 al 19 maggio “Io sono Matteo Salvini” ha venduto circa 700 copie, di cui 580 on line e 120 in libreria». Ma è proprio così? Ovviamente no, e il motivo è pure semplice: sono stati raccolti dati parziali per poi presentarli come numeri complessivi. Delle due l’una: cialtronaggine o malafede?

La risposta di Altaforte


Non si è dunque fatta attendere la risposta di Altaforte: «Ma quale flop. Settecento libri in meno di una settimana fanno 3.500 libri al mese. Supponendo di tenere il ritmo per soli 3 mesi, sarebbero oltre 10mila copie, a cui vanno comune aggiunti quelli della grande distribuzione, Mondadori in testa, che nella classifica Gfk non viene presa in considerazione». Così si è espresso, in un comunicato stampa, Andrea Antonini, responsabile editoriale di Altaforte. Che prosegue: «Non si capisce come mai a fronte di un tale flop siamo arrivati a stampare 10mila copie solo per esaurire le richieste già arrivate dal mercato, con Amazon che ne ha già richieste 3mila (1.600 già pagate e 1.400 prenotate), a cui vanno aggiunte le richieste Mondadori, Ibs, Fastbook e le vendite Altaforte. È chiaro – conclude Antonini – che questa interpretazione “semianalfabeta” dei numeri risponde alla logica di boicottaggio lanciata dalla Feltrinelli, una logica alla quale si sono opposti perfino pezzi di struttura, tanto che il sito di Feltrinelli continua a mandare con regolarità quotidiana ordini ad Altaforte e molti degli affiliati hanno richiesto, presumibilmente di nascosto, lo stesso libro di Salvini».

Elena Sempione

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