Roma, 9 ago – 75 anni fa moriva in Normandia Michael Wittmann, l’asso dei Tiger SS. Wittmann nacque a Vogelthal nell’Oberpfalz, da una famiglia contadina, il 22 aprile 1914. Dopo aver prestato servizio nel RAD (Reichs Arbeit Dienst) Wittmann entrò nella Heer, assegnato ad un’unità di fanteria. Nel 1937, dopo il servizio militare, si arruolò volontario nella Leibstandarte, venendo assegnato nel 1939 al gruppo esplorante come SS-Unterscharfuhrer al comando di un blindato leggero da ricognizione SdKfz 222, con il quale partecipa alla campagna di Polonia e Francia. Dopo queste campagne la LSSAH riceve i suoi primi 6 Sturmgeschutze: StuG III Ausf. A, armati di cannone KwK 37 da 7.5cm L/24, uno di questi corazzati sarà assegnato a Wittmann. Nell’occupazione della Jugoslavia Wittmann si distinguerà per l’appoggio dato dal suo StuG alla presa del passo Klidi, distruggendo diverse posizioni d’artiglieria e nidi di mitragliatrici neozelandesi. Nel luglio 1941 la LSSAH insieme alla 17° Armata, operava nella zona Rovno-Luck, nei tentativi di sfondare la linea Stalin.

Il 12 luglio Wittmann, appoggiando una compagnia da ricognizione, venne attaccato da 18 carri T 34/76 che minacciavano di sfondare le deboli linee tedesche; sfruttando il terreno e cambiando frequentemente posizione Wittmann e il suo equipaggio, affiatato e ben addestrato, affrontarono i carri sovietici, distruggendone 6 e costringendo alla ritirata gli altri. Dopo lo scontro Wittmann si preoccuperà di far prestare aiuto ai carristi russi superstiti, d’intesa con “Sepp” Dietrich, che era stato testimone dell’azione e che lo decorerà “sul campo” della Croce di Ferro di seconda classe. Durante la avanzata della LSSAH verso Rostov Wittmann sarà ferito due volte in maniera lieve, venendo decorato della Croce di Ferro di prima classe. Inviato alla SS-Junkerschule Bad Tolz sarà promosso Untersturmfuhrer il 21 dicembre 1942 e addestrato, assieme ad altri giovani comandanti di carro reduci dal fronte, all’impiego del Pz.Kpfw. VI H (Sd.Kfz. 182), il temibile “Tiger”, che iniziava ad essere assegnato ad alcune unità combattenti. Il gigantesco mezzo impressionò enormemente i carristi delle Waffen-SS, che avevano ben presenti i loro carri da 22-25 tonnellate, corazzati con al massimo 50 o 60 mm di blindatura ed armati di cannoni da 5cm o 7.5cm, e adesso si trovavano di fronte un mezzo da 56 tonnellate, con 100 mm di corazzatura e un cannone KwK 36 da 8.8cm lungo quasi 5 metri!

Avendo terminato l’addestramento tecnico sul “Tiger” a Wittmann venne assegnato un nuovo equipaggio, tra i quali si sarebbe distinto l’SS-Rottenfuhrer Balthasar “Bobby” Woll, il puntatore del pezzo da 8.8cm (Richtschütze). Entrato nelle Waffen-SS nel 1941 Woll dimosterà di essere uno dei migliori carristi della Wehrmacht e delle Waffen-SS, come vedremo seguendo la sua avventura al fianco di Wittmann. Dopo diverse settimane di addestramento comune, volto a consolidare la reciproca fiducia e l’efficienza dell’equipaggio, nel gennaio 1943 il “Tiger” di Wittman tornò in linea sul fronte russo in un momento di estrema crisi delle forze tedesche all’est: a seguito dell’offensiva invernale russa non solo la Sesta Armata era stata alla fine distrutta a Stalingrado, ma tra Voronezh e Voroshiograd un varco di 300 chilometri si era aperto nelle linee tedesche, e le armate russe, nonostante le perdite subite e difficoltà logistiche, marciavano veloci verso ovest, verso il Dnieper. I tedeschi non cessarono mai di contrattaccare le colonne sovietiche, spesso mal coordinate tra di loro, ma a fronte delle masse avversarie potevano solo causare localmente gravi perdite all’avversario, mentre l’asse di avanzata russo non veniva influenzato.

In questa situazione di continua crisi le truppe tedesche tentavano di creare una linea di fronte difendibile, anche evacuando intere città, come Bjelgorod, a nord di Charkow. Dopo l’evacuazione della suddetta città la LSSAH si trovò in una difficile situazione, visto che unità russe scoprirono un “vuoto” tra la divisione SS e l’unità vicina, minacciando di infiltrarsi nel fronte tedesco in graduale ritirata. Immediatamente un Kampfgruppe agli ordini diretti di “Sepp” Dietrich venne formato per prevenire questo pericolo: tra i mezzi a disposizione vi era anche la compagnia di “Tiger” comandata dal Hauptsturmfuhrer Heinz Kling, dove Wittmann era inquadrato. Gli ordini furono diramati: si doveva attaccare verso il villaggio di Merefa, colpire di sorpresa le truppe sovietiche nell’area tagliando le loro linee di rifornimento e quindi attaccare direttamente il saliente russo che minacciava le retrovie tedesche ristabilendo una linea di combattimento continua (Hauptkampflinee:HKL). In breve i pesanti Panzer, spinti dai loro motori da 700 cavalli, si misero in marcia: giunti nelle vicinanze del villaggio alcuni capocarro, tra i quali Wittmann, scesero dai mezzi e si avvicinarono al villaggio per scoprire l’eventuale presenza del nemico senza mettere a rischio i loro carri. Infatti dopo un’attenta –e fortunata- osservazione scoprirono due anticarro da 76.2mm, nascosti dentro due isbe. Ritornati ai mezzi in attesa e suddivisi i bersagli, i “Tiger” attaccarono: messi rapidamente fuori combattimento i due anticarro la fanteria russa fu sottoposta a un infernale sbarramento di Sprenggranate da 8.8cm e di proiettili da 7.92mm delle MG 34 di bordo, causandone la rotta.

Con il villaggio libero da russi gli equipaggi dei “Tiger” ebbero pochi minuti per controllare le loro macchine, visto che in lontananza venne scorta una colonna di carri e fanteria sovietica che si avvicinava al villaggio a grande velocità. I “Tiger” si disposero rapidamente in formazione difensiva e aprirono il fuoco sui corazzati sovietici, distruggendoli rapidamente e quindi ingaggiando la fanteria e gli automezzi russi. Questo primo confronto tra il “Tiger” di Wittmann e i T 34 russi fece crescere il morale dei carristi tedeschi, consci delle potenzialità della loro temibile macchina anche se di fronte alla imponente superiorità numerica russa. Durante la seguente evacuazione di Charkow Wittmann protesse la ritirata delle colonne tedesche dalla città, ingaggiando le unità da ricognizione sovietiche. Dopo settimane di continue ritirate e combattimenti di contenimento il 17 febbraio le divisioni tedesche, concentrate e abilmente guidate dal Feldmaresciallo Erich von Manstein, si lanciarono al contrattacco: la LSSAH ebbe un ruolo considerevole nella distruzione delle formazioni russe, spesso isolate da rapidi attacchi di unità mobili, scontri culminati dalla riconquista di Charkow ad opera del I.SS-Panzerkorps.

Dopo questi primi combattimenti con il “Tiger” Wittmann combatté nella battaglia di Kursk, sfidando gli estensivi campi minati e apprestamenti difensivi russi, cercando di dare supporto ai granatieri tedeschi all’assalto delle munite fortificazioni campali nemiche. Il primo giorno dell’offensiva, dopo i primi chilometri d’avanzata i “Tiger” vennero sottoposti a continui contrattacchi di unità corazzate sovietiche, mentre incontravano continuamente sbarramenti di anticarro russi: otto T 34 vennero distrutti da Wittmann in questo primo giorno di combattimento. E’ da notare che diverse volte il mezzo di Wittmann venne colpito sul frontale e sui fianchi da perforanti da 76.2mm, ma nessuno penetrò nel “Tiger”: in compenso durante questa azione il caricatore del pezzo venne ferito dalla caduta di una granata da 8.8cm (pesante 10 chili) sulla sua mano sinistra, ma la dolorosa ferita non gli impedì di partecipare al resto dello scontro, che vide Wittmann e il suo equipaggio impegnati contro i T 34/76, gli anticarro e la fanteria russa: dopo aver distrutto altri tre T 34 un perforante sparato da un carro russo colpì da breve distanza il “Tiger” di Wittmann: il proiettile non penetrò nella camera di combattimento, ma la concussione aveva proiettato parti del mezzo contro lo sfortunato guidatore, che dovette essere evacuato e rimpiazzato tra lo sconforto dei restanti membri dell’equipaggio.

Il 7 luglio Wittmann distrusse altri sette T 34/76 e 19 anticarro, distruggendo anche due batterie di artiglieria pesante russa dopo aver penetrato solo con il suo “Tiger” le linee nemiche. In seguito, durante un attacco ad un villaggio, i “Tiger” vennero attaccati dalla fanteria russa con bombe Molotov, fortunatamente non riportando danni, mentre i russi, nel tentativo di evacuare il villaggio, subirono dure perdite. Subito dopo Woll, il cannoniere di Wittmann, seguendo i suoi rapidi ordini d’ingaggio, distrusse tre carri pesanti KV 1. I giorni seguenti la LSSAH attaccò verso Oboyan e Teterevino, con i “Tiger” con i loro cannoni a lungo raggio schermati dai più rapidi ma meno potenti Pz.Kpfw. III Ausf L e M e Pz.Kpfw. IV Ausf. G e H. I carri tedeschi vennero subito confrontati da moltitudini di T 34/76, dei quali molti furono preda dei “Tiger”, che ingaggiavano i mezzi avversari anche a 1800 metri di distanza, grazie alle superbe ottiche di puntamento binoculari Turmzielfernrohr 9b, ideale complemento delle eccellenti qualità balistiche del KwK 36 da 8.8cm. Dopo queste dure battaglie parte del I.SS-Panzerkorps si diresse verso Prokhorovka, mentre verso la stessa località si dirigevano i due corpi corazzati della Quinta Armata Russa delle Guardie, comandata dal generale Rotmistrov. Il generale russo fece attaccare i suoi carri, quattro volte superiori in numero, in una massiccia carica frontale, con i carri russi che attaccavano a portelli chiusi, quindi con poca reale opportunità di percepire lo svolgersi tattico dello scontro e sparando in movimento, con poche possibilità di colpire i carri tedeschi che, nonostante il terribile spettacolo delle ondate di T 34 che si avvicinavano, iniziarono a colpire metodicamente e da posizioni di tiro defilate i corazzati russi, infliggendo ai sovietici una durissima sconfitta e rimanendo a fine giornata padroni di un campo di battaglia costellato da centinaia di corazzati immobilizzati ed incendiati, con l’aria resa irrespirabile dall’incendio di migliaia di litri di carburante e dalla combustione delle munizioni dei carri colpiti, tra i quali si trascinavano i sopravvissuti al titanico scontro tra corazzati.

Per valutare l’intensità del combattimento basti pensare che in tre ore di battaglia la sola compagnia di “Tiger” del SS-Obersturmbannfuhrer Martin Gross aveva distrutto, subendo perdite trascurabili, ben novanta T 34! Il plotone di 3 “Tiger” di Wittmann distrusse cinquanta T 34 in questo stesso scontro, mentre in particolare Wittmann ed il suo equipaggio, in 5 giorni di combattimento avevano avuto ragione di trenta T 34 e KV1, ventotto cannoni anticarro e due batterie d’artiglieria campale. Dopo il fallimento dell’operazione “Zitadelle” e la riorganizzazione delle unità divisionali la LSSAH ritornò sul fronte est, partecipando ai duri combattimenti dell’autunno/inverno 1944 nell’area di Kiew-Brussilow-Shitomir. Wittmann partecipò a decine di combattimenti, arrivando ad essere insignito della Croce di Cavaliere della Croce di Ferro per la distruzione di 66 carri armati nemici. Dopo aver raggiunto la quota di 88 carri nemici distrutti dal suo “Tiger” Wittmann venne decorato delle Fronde di Quercia nel gennaio 1944, accettando l’alta decorazione solo dopo che gli fu assicurato che la Croce di Cavaliere sarebbe stata concessa anche al suo intrepido cannoniere Balthasar Woll, distruttore di 80 carri e semoventi avversari, dei quali ben 19 distrutti in due giorni (12 e 13 gennaio 1944).

Wittmann venne quindi promosso Obersturmfuhrer continuando a combattere sul fronte russo e portando le sue vittorie a 117 carri nemici distrutti! Dopo lo sbarco Alleato in Normandia la LSSAH venne trasferita nell’area di Caen dove di nuovo Wittmann, diventato comandante di compagnia nello (schwere) SS-Panzerabteilung 501, si distinse nella lotta contro le preponderanti forze nemiche, appoggiate da forti unità d’artiglieria e da incontrastate e massicce forze aeree. Anche Balthasar Woll era diventato capocarro nella 2° compagnia, ma durante la battaglia di Villers Bocage il “vecchio” cannoniere ventunenne era di nuovo al fianco di Wittmann, visto che il suo carro era sotto riparazioni. Il 13 giugno 1944 la 7° Armoured Division inglese, con in testa la forte 22° Armoured Brigade, penetrava per molti chilometri in un vuoto della sottile linea tedesca, arrivando a minacciare il fianco della divisione corazzata Panzer Lehr e con essa l’intero schieramento germanico a difesa di Caen: in quel settore, infatti, solo una ventina di carri armati tedeschi, tra cui sei “Tiger “comandati da Michael Wittmann, si contrapponevano ai 200 corazzati inglesi avanzanti. Prima che il comando tedesco potesse porre rimedio a questa situazione, mentre la 22° Armoured Brigade inglese effettuava una sosta a Villers Bocage, piccolo centro sulla Rue National 175, un singolo “Tiger” abbandonava il suo nascondiglio e si avvicinava alla lunga teoria di corazzati britannici, il suo equipaggio per nulla intimorito dalla abissale disparità di forze.

Con il motore al minimo, facendo frequenti pause d’osservazione, il “Tiger” di Wittmann riuscì ad avvicinarsi inosservato, venendo scoperto solo quando le prime granate perforanti da 8.8cm, lasciando l’anima del KwK 36 alla velocità di 773 metri al secondo, iniziarono a perforare i Cromwell e Sherman inglesi, riempiendo di fumo e grida le strade del villaggio francese. Costeggiando la colonna nemica da una distanza di 80 metri il cannone e le due mitragliatrici del “Tiger” svilupparono un fuoco metodicamente feroce sui blindati inglesi, distruggendo buona parte dei mezzi del “A” Squadron e della Rifle Brigade del 4° County of London Yeomanry e procedendo fino al centro di Villers Bocage, dove il “Tiger” venne affrontato da un M4A4 Sherman “Firefly” del “B” Squadron che stava cautamente muovendosi verso la battaglia; i due carri spararono contemporaneamente: il perforante inglese da 17 libbre colpì, obliquamente, il mantello del pezzo del “Tiger”, non penetrando, mentre la Panzergranate, sparata mentre il carro tedesco, dopo la brusca frenata stava ancora assestandosi sulle sospensioni, colpì una casa sul fianco dello Sherman, facendo crollare una grande massa di detriti sul carro inglese, che venne messo nella temporanea impossibilità di agire. Wittmann a questo punto decise di ritirarsi per rifornirsi di munizioni e contrattaccare con i suoi carri, rimasti in riserva, passando accanto ai mezzi del “A” Squadron in preda alle fiamme, scossi dagli scoppi delle riservette di munizioni.

Senza che Wittmann se ne accorgesse un Cromwell era scampato alla distruzione e si era messo a caccia del “Tiger”, contando di poter colpire la parte posteriore o laterale del mezzo avversario, meno protetta. Ma dopo qualche minuto ecco davanti al cannone del Cromwell profilarsi, tra il fumo e la polvere, la sagoma del “Tiger” di Wittmann: i veterani carristi inglesi spararono rapidamente due perforanti da 75 mm contro il “Tiger” dalla brevissima distanza di 70 metri, tanto che vampa del colpo in partenza e successiva detonazione sul bersaglio sembrarono un’unica fiammata. Il cuore del capocarro inglese Pat Dyas si fermò quando si rese conto che nessuno dei due colpi aveva penetrato la dura scorza del “Tiger”, anche da una distanza così breve! Wittmann, colto di sorpresa dall’apparire del Cromwell, impartì rapido un comando di tiro: la granata da 8.8cm perforò con estrema facilità la corazza frontale della torretta del carro avversario, uccidendo due membri dell’equipaggio, proiettando il capocarro inglese fuori dalla torretta e fuoriuscendo dalla corazzatura posteriore.

Intervistato molti anni dopo la guerra Pat Dyas, ricordò così quegli avvenimenti celebrando in chiusura il coraggio e l’abilità di Wittmann: “Gli sparai contro due volte, ma i proiettili rimbalzarono via. Lui mi sparò UNA volta, e il suo proiettile NON rimbalzò. […] Wittmann rappresentava tutto quello che per noi doveva essere un comandante di Panzer tedesco: audace, abile, e spietato”. Dopo essersi rifornito Wittmann attaccò nuovamente con i suoi altri “Tiger” ed alcuni Pz.Kpfw. IV Ausf. H della Panzer Lehr, infliggendo altre perdite ai mezzi della 22° Armoured Brigade, ma il suo carro verrà messo fuori combattimento dai rinforzi inglesi del “B” Squadron. Wittmann e i suoi Tiger avevano impedito ai britannici di sfruttare una situazione tattica che avrebbe portato quasi sicuramente alla rottura del fronte difensivo tedesco a Caen, distruggendo complessivamente, nel corso dell’azione a Villers Bocage, i seguenti mezzi avversari:

4 carri medi M4A4 Sherman “Firefly”

16 carri medi MK IV Cromwell

2 carri medi M4 Sherman OP (osservatorio artiglieria)

3 carri leggeri M5A1 Honey

14 portatruppe M3 Halftrack

14 portatruppe Bren Carrier trainanti cannoni anticarro da 6 Pd.

2 autoblinde esploranti Daimler Scout Car

Wittmann e il suo “Tiger” avevano distrutto da soli circa la metà dei mezzi sopra elencati!

Il 22 giugno 1944 Wittmann diventava il 70° soldato della Wehrmacht ad essere decorato delle Fronde di Quercia con Spade alla Croce di Cavaliere, dopo aver raggiunto l’ineguagliato record di 138 corazzati e 132 cannoni anticarro nemici distrutti. L’8 agosto 1944, mentre tentava con la sua compagnia di contrattaccare le forze corazzate inglesi e canadesi impiegate durante l’operazione “Totalize”, il suo “Tiger” veniva investito sul fianco dal fuoco di un plotone di Sherman, tra cui uno armato con il temibile cannone da 17 libbre; penetrato da più proiettili, il “Tiger” si incendiava. Dal vano di combattimento del “Tiger” nessuno dei carristi usciva vivo. Cadevano sul campo assieme al SS-Hauptsturmfuhrer Michel Wittmann i suoi Panzermanner:

SS-Unterscharfuhrer Karl Wagner

SS-Sturmmann Gunther Weber

SS-Unterscharfuhrer Heinrich Remers

SS-Sturmmann Rudolf Hirschel

I loro resti verranno trovati nel 1982 in una fossa vicina a dove il “Tiger” di Wittmann fu colpito nella sua ultima battaglia, e tumulati nel cimitero di guerra tedesco di La Cambe, dove riposano finalmente assieme ai loro camerati caduti in Normandia.

Andrea Lombardi

1 commento

  1. pregiatissimo articolo,da accompagnare magari con l’ascolto di uno dei più bei brani della storia del rock,suonato dagli STAHLWERK ed intitolato a questo Eroe germanico (brano censurato su You Tube) nonchè dal mitico PANZERLIED l’inno dei Carristi tedeschi,replicato anche dai Legionari Francesi con la loro impressionante versione intitolata “Kepi Blanc”.

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