Pompei, 3 ago – Pompei non finisce mai di stupire e di far tornare alla luce la bellezza creata dalla civiltà romana. Un patrimonio unico al mondo che si arricchisce e rigenera con il tempo. Gli scavi in corso nella Regio V ad esempio, hanno fatto riemergere quella che veniva indicata dagli archeologi come la Casa di Giove. Stucchi colorati e particolarissimi decori, mettono in evidenza la splendida dimora in cui alloggiava il proprietario romano. “Una domus con decori ‘vintage’ – ha dichiarato all’Ansa il direttore Osanna – il cui proprietario doveva essere facoltoso e colto, conscio del valore di pitture già allora centenarie”.

“Il proprietario aveva voluto preservare per le stanze più in vista della sua casa quei dipinti ‘arcaici’, che in epoca augustea erano considerati il top. Le stanze sul retro invece, riservate alla famiglia, erano state restaurate con decori più contemporanei”, ha precisato Osanna. La domus, già in parte scavata nel ‘700 e poi nell”800, è limitrofa alla casa delle Nozze d’Argento e come spiegato dal direttore “gli scavi sono partiti proprio da quelli più antichi, in particolari quelli settecenteschi, decisamente brutali, fatti scavando una sorta di pozzo in profondità nel terreno e poi da lì una serie di cunicoli che finivano per smembrare gli ambienti, distruggendo muri e dipinti per portare via tutto quello che appariva più di valore”.

A tornare alla luce negli ultimi giorni però, non è stata soltanto la Casa di Giove. In un’altra domus del Vicolo dei Balconi, ad esempio, è emersa quella che secondo gli archeologi è “la prima scena figurata di una certa complessità”, ovvero “un quadretto idillico sacrale che raffigura una scena di sacrificio, nelle vicinanze di un santuario agreste”.

Alberto Palladino

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Alberto Palladino
Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

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