Roma, 6 ago – La sinistra le ha tentate tutte pur di silenziare Bibbiano: Moscopoli, CasaPound, il riscaldamento globale. Ma, alla fine, il muro del silenzio è stato infranto. E l’opinione pubblica ha potuto scoprire i dettagli di una storia abominevole: bambini strappati con dolo alle loro famiglie, un sindaco del Pd che dava copertura agli affidi illeciti, psicoterapeuti (veri o presunti) che mettevano in pratica l’ideologia gender, un business milionario che faceva gola a molti, troppi. Dopo il Forteto, la storia si è ripetuta. Non come farsa, però, ma come dramma. Un dramma che, purtroppo, ha colpito i soggetti più deboli: i bambini.

L’inferno della Val d’Enza

Per tutti questi motivi, il Primato Nazionale ha voluto dedicare la copertina e il focus del numero di agosto proprio a Bibbiano. E lo ha fatto rivolgendosi, tra gli altri, a due esperti della materia. Francesca Totolo ha ricostruito – con la consueta acribia – tutte le tappe e i risvolti dell’inchiesta «Angeli e demoni», non mancando di illustrare il filo rosso che lega Bibbiano alla Bassa modenese dove, alla fine degli anni Novanta, una serie di affidi illeciti di minori portò alla nascita dell’inchiesta «Veleno». Da parte sua, Francesco Borgonovo ha invece analizzato il lato politico-ideologico della vicenda. Perché Bibbiano non è solo cronaca, ma anche politica. Una storia agghiacciante in cui ideologia gender, fanatismo progressista e odio per la famiglia hanno trovato terreno fertile.


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Gli approfondimenti del Primato

Ma non c’è solo Bibbiano. Anche in questo numero, infatti, il Primato Nazionale offre un’ampia gamma di contenuti, dalla consueta galleria di rubriche, in cui spiccano i nomi di Alessandro Meluzzi e Diego Fusaro, fino a un bel fumetto di Ferrogallico su Napoleone Bonaparte. Da segnalare, poi, un ricco speciale sul Grande Fratello 3.0: sorveglianza continua, raccolta dati di utenti e consumatori, scure censoria. Dal computer al cellulare, fino addirittura agli elettrodomestici, siamo tutti costantemente spiati. È il nuovo «capitalismo di sorveglianza», una tirannia «dolce», ma non meno soffocante. Da menzionare, infine, un interessante articolo di Antonio Rapisarda sul «partito dei giudici» (ossia sui legami incestuosi tra politica e magistratura), una frizzante recensione di Adriano Scianca al libro Contro l’identità italiana di Christian Raimo, il contributo Siete proprio sicuri che Atene fosse una democrazia? di Valerio Benedetti e un articolo di Fabrizio Vincenti sul (dimenticato) passato fascista di un grande della letteratura italiana: Giuseppe Ungaretti.

Elena Sempione

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