Reggio Emilia, 12 giu – Vittorio Sgarbi replica, con un lungo post sulla sua pagina Facebook, alla “scomunica” ricevuta dalla diocesi di Reggio Emilia per alcuni suoi interventi su Papa Francesco.

“Io ho sempre difeso la Chiesa”

“Posso aver peccato,nelle parole e nelle opere, ma sono assai meravigliato della severa posizione assunta nei miei confronti” esordisce il critico d’arte. “Io ho sempre difeso la chiesa, in ogni circostanza, e il mio pensiero, rispetto alla posizione politica assunta dal Papa e da alcuni esponenti della curia, coincide con quello del cardinale Muller di cui qui voglio ricordare, al vescovo e a chi mi legge, il pensiero”. Dunque Sgarbi passa a sostenere nuovamente la tesi che lo ha visto oggetto di questa “condanna”: “Sono partito giudicando non condannabile il riferimento alla croce, al rosario, alla Vergine e ai santi, di Salvini, e ritenendo assai più grave che la chiesa faccia esplicitamente politica“.

“Chiesa colpevole di aver invitato a votare il Pd”

Dunque, Sgarbi passa al contrattacco: “Alcuni vescovi, che preferisco non citare, perché sono ben identificabili, dovrebbero interrogarsi sul fatto di avere indicato ai fedeli, sia pure in maniera indiretta, di votare per il Pd, cioè per un partito pro aborto, eutanasia, matrimonio omosessuale, utero in affitto, e contrario all’obiezione di coscienza. E non è detto che, sia pure in maniera marginale, il loro appello non sia stato seguito”. Duro l’affondo del sindaco di Sutri, che ammonisce i vescovi di non seguire, dunque, le voci che difendono la tradizione cristiana di cui Sgarbi, invece, si dice estremo difensore. “I paradossi sul Papa erano una estremizzazione di cui chiedo volentieri scusa. Ma la battuta su Papa Bergoglio all’inferno è soltanto un riferimento alla inclinazione politica del suo pensiero. Le invettive contro il Papa, anche vivo, per le quali io comunque mi scuso, si ritrovano in Dante che, nel canto XIX dell’Inferno predice la futura dannazione di Bonifacio VIII e Clemente V”. “Che dire?” conclude Sgarbi con molto garbo, “Monsignor Camisasca condannerà anche Dante?

Ilaria Paoletti

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7 Commenti

  1. E se la Chiesa fa troppa politica, non di meno è vomitevole vedere Salvini (difeso da Sgarbi) sbandierare il giorno prima un rosario ed il giorno dopo andare alla fiera delle armi e della caccia a Vicenza oppure imbracciare un mitra il giorno di Pasqua, oppure sbaciucchiare un rosario. Troppo ingenuamente Sgarbi dimentica di dare a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio.

  2. Da troppo tempo vedo soltanto pericolosissimi e assai tracotanti guitti. Da qualsiasi parte io guardi, ma specie se levo lo sguardo all’insù.

  3. Caro Giovanni , imbracciare un fucile non significa odiare la chiesa o la religione.
    Un bisturi lo puoi usare per salvare la vita o per togliete la vita… lo stesso con il fucile.

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