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Roma, 1° feb – L’hanno chiamata «liberazione». Eppure, per moltissimi italiani, è stata più semplicemente un’invasione, con tanto di furti, molestie, violenze e omicidi che ogni esercito invasore riserva a un popolo sconfitto. Basti anche solo leggere la politicamente correttissima Wikipedia per rendersi conto della più brutale realtà: Allied invasion of Italy si intitola la voce che descrive quei tragici eventi, ossia L’invasione alleata dell’Italia. Di «liberazione», insomma, se ne parla solo il 25 aprile, e solo in Italia. Sul dramma delle popolazioni italiane e sui crimini degli Alleati, infatti, è calato il silenzio. Per convenienza o per viltà, quei misfatti dovevano essere taciuti e dimenticati.

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La scoperta all’Archivio di Stato

Ciò nondimeno, alcuni ricercatori stanno tentando di ricomporre quelle pagine strappate dalla storia d’Italia. Tra questi vi è, per esempio, Emiliano Ciotti, che proprio di recente ha scoperto un dossier segreto all’Archivio di Stato di Roma. Un documento che getta una fosca luce sulla condotta degli Alleati durante la campagna d’Italia. Il dossier, stilato dall’allora ministero della Guerra e composto da circa 2mila pagine, è intitolato Statistica incidenti e crimini commessi da truppe alleate.

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Le cifre dell’invasione

Nel computo generale rientrano ad esempio i sinistri stradali, che dal 1943 al 1946 sono stati più di 3mila. Incidenti – si legge – «da imputarsi per la maggior parte al dispregio per le norme di disciplina stradale manifestato dai conduttori». Non solo: si contano anche «342 omicidi, risultante di atti spavaldi e malvagi prodotti da militari avvinazzati» che si sono resi colpevoli di «molestie alla popolazione civile, specialmente donne, sia nella pubblica strada, sia nelle abitazioni private». Per quanto riguarda furti e rapine, invece, il conteggio totale (6.489), «pur considerevole, è da ritenersi molto inferiore a quella reale per il fenomeno – spiegabilissimo – della mancata denuncia per il timore del peggio».

Alleati liberatori?

Più specificamente, i crimini riportati dal dossier sono stati commessi dalle truppe statunitensi, inglesi, canadesi e francesi. A questi sono da aggiungere senz’altro i numerosi stupri registrati, tra cui le famigerate «marocchinate», forse uno dei pochi (e infami) delitti conosciuti al grande pubblico grazie al romanzo di Moravia La ciociara, alla sua trasposizione filmica con protagonista Sophia Loren e a progetti artistici anche più recenti. Senza contare, ovviamente, le morti provocate dai martellanti bombardamenti con cui gli Alleati hanno ridotto l’Italia a un cumulo di macerie. Sicuri si possa ancora chiamare «liberazione»?

Valerio Benedetti

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5 Commenti

  1. No, non è mai stata una liberazione. È stata una conquista dei cosiddetti alleati. E, ne pagheremo per sempre le conseguenze. Infatti, la nostra realtà è tutt’altro che rosea.

  2. Ê vero tanti crimini, ma una cosa è anchè certa: Nazis e sovietici sono stati peggiore con crimini di lesa umanità, solo che l’Italia è restata dentro della parte dell’ Europa piú fortunata. E il piano Marshall degli Stati Uniti aiutó alla reconstruzione. Senza quelli soldi L’Italia non si fossi diventato una economia forte dentro dell’Europa. Si deve essere anchè onesto.

  3. Le americane hanno hanno costruito la loro stato sul sangue. Hanno sterminato un popolo pacifico. Non dimentichiamo che l’america e la terra dei lindiani. E oggi stanno ancora rubando l’Iraq l’Afghanistan dopo 20 anni dell’occupazione con la solita scusa ” il terrorismo ”

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