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Roma, 26 nov – “Il Signore degli Anelli ha pregiudizi razziali contro gli Orchi?“. Non è uno scherzo, né un meme sulla battaglia del Fosso di Helm che si trasforma in una richiesta di accoglienza per prendere in giro la Boldrini. È un titolo, serio, di un articolo, altrettanto serio, almeno nelle intenzioni dell’autore, uscito ieri su Wired.
L’articolo parla di una storia fantasy del 2001, “Senator Bilbo” e del suo autore, lo scrittore fantasy Andy Duncan. La storia prende spunto dall’omonimia tra Bilbo Baggins e il senatore Theodore Bilbo, governatore del Mississippi dal 1916 al 1920 e dal 1928 al 1932 e poi senatore dal 1935 al 1947. Bilbo, il senatore, era membro del Ku Klux Klan e grande sostenitore del segregazionismo – che ricordiamolo, in Usa finì solo nel 1964. Duncan quindi racconta di Bilbo, lo Hobbit, che dopo le conseguenze della guerra dell’Anello, cerca di mantenere l’ordine nella Contea promuovendo la segregazione razziale per chiunque non sia un Hobbit.
Ma perché parlare nel 2018 di una storia del 2001 tra l’altro anche poco conosciuta anche nel mondo dei nerd più accaniti e dei fan più fanatici del Signore degli Anelli? “Senator Bilbo è apparso per la prima volta nel 2001, ma i suoi riferimenti ai muri di confine e una politica di “Shire First” – ovvero “prima la Contea”, la terra degli Hobbit – lo rendono più rilevante che mai” spiega Wired. Ok, se state pensando che sia solo una evidente marchetta per un autore sedicente intellettuale e impegnato politicamente finito nel dimenticatoio siete delle persone malvage. D’altra parte l’articolo è corredato solo da una lunga lista di risposte di Duncan date alla Geek’s Guide to the Galaxy, un podcast di fantascienza, su argomenti autorevoli quali gli Ufo. Invece l’articolo si prende veramente sul serio, ponendo l’evidenza sul pericolo culturale che un libro come il Signore degli Anelli può assumere in favore del patriarcato omofobo transfobo razzista sessista che ovviamente è personificato da Trump.
“È difficile non notare l’idea ripetuta in Tolkien secondo cui alcune razze sono peggiori di altre o che alcuni popoli sono solo peggiori di altri”, dice Duncan al podcast, come riportato da Wired. “E questo modo di pensare secondo me – a lungo termine, se lo abbracci troppo – ha conseguenze disastrose per te stesso e per la società”.
Ma non è tutto: Il Signore degli Anelli si palesa come una sorta di Necronomicon di una specie di Ur-Fascismo di echiana memoria basato sulla reazione conservatrice del suprematismo bianco. “Per molti versi Trump è unico, ma a ben guardare abbiamo già visto cose simili in passato. Abbiamo visto le forze che Trump ha sfruttato per poter arrivare dove è ora. Come ben sapeva Tolkien, la guerra non è mai finita, e ha la tendenza a presentarsi proprio lì nella tua città, quando meno te lo aspetti”. Ed ecco allora Wired parlare di “onde reazionarie che arrivano in cicli costanti, per cui è importante che anche la risposta sia ciclica”.
Se arrivati fin qui state pensando che il tutto sia frutto di una partita di erba pipa tagliata male, non dimenticate che già Dungeons and Dragons, il più celebre gioco di ruolo che ha ispirato tra gli altri anche Strangers Things, è stato definito qualche mese fa come una fucina di ideologia razzista basata sui privilegi dell’uomo bianco eterosessuale ai danni delle minoranze etniche quali elfi, halfling, nani ed orchi. O che Michela Murgia, quella del fascistometro per intenderci, abbia criticato su La7 a “La tv delle donne” persino Harry Potter come emblema dell’eroe maschio bianco che da solo vince contro tutti, al pari di Star Wars, anch’esso colpevole di avere come unico eroe un maschio bianco. Il tutto ovviamente senza dimenticare la critica che venne fatta a Star Wars di essere razzista perché Darth Vader era “chiaramente” ispirato allo stereotipo razzista del nero. O senza dimenticare l’epico articolo di Liberation che criticava addirittura la sigla de Il Trono di Spade perché mostrando muri e castelli arroccati propugnava una visione del mondo reazionaria e non inclusiva.
Se ora state giustamente ridendo, affermando che tanto questa gente è troppo ridicola per farci caso, ricordatevi che anche la famosa scena di Loretta in Brian di Nazareth, una volta, era considerata ridicola.
Carlomanno Adinolfi



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3 Commenti

  1. Storicizzare un testo come quello di Tolkien – che per l’appunto possiede echi e valenze metafisiche – è semplicemente idiota. Qualsiasi espressione tradizionale annovera “stirpi” malefiche, le quali rientrano escatologicamente nella metafisica medesima come simbolo di quelle tendenze infere presenti nell’essere umano e nell’esperienza sensibile del mondo duale manifestativo: la evidente impossibilità a comprenderlo ribadisce la presenza di un moralismo rovesciato, non inferiore in quanto a dannosità rispetto a quello consueto (e ciò non significa disattendere la necessità della presenza d’un contesto morale, meglio ancore se etico). Il passo successivo sarà considerare razzismo verso i ladri o gli assassini il deplorare e combattere il furto e l’omicidio…

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