Roma, 12 lug – Tanto tuonò che piovve. Dopo una rincorsa durata mesi e fatta di smentite e controsmentite, approcci e rifiuti, alla fine Atlantia ha deciso di fare il passo verso Alitalia. Così ha stabilito il consiglio di amministrazione della società, riunitosi ieri.

Il comunicato di Atlantia

“Con riferimento alle anticipazioni apparse sulla stampa, Atlantia comunica che il Consiglio di Amministrazione della Società, riunitosi in data odierna, preso atto dell’interesse della società controllata Aeroporti di Roma per una compagnia di bandiera competitiva e generatrice di traffico, ha dato mandato al CEO Giovanni Castellucci di approfondire la sostenibilità ed efficacia del piano industriale relativo ad Alitalia – inclusa la compagine azionaria e il team manageriale – e gli opportuni e necessari interventi per un duraturo ed efficace rilancio della stessa, riferendo in una prossima riunione consiliare per le opportune valutazioni ed eventuali connesse deliberazioni”. Con queste parole Atlantia ha comunicato l’avvio dell’iter che, presumibilmente, la porterà ad essere il socio forte – sia pur di minoranza – della nuova Alitalia.

La quota che la società dovrà sottoscrivere non sarà inferiore al 30/35%, pari ad un impegno finanziario da almeno 300 milioni di euro. Da qui il probabile slittamento del termine (inizialmente perentorio) del 15 luglio come data-limite per la presentazione delle offerte. Atlantia, forte della sua posizione, si riserva infatti di valutare attentamente il piano industriale di Alitalia. Circostanza che potrebbe allungare i tempi, sui quali ormai è la società dei Benetton a dettare i ritmi del ballo.

La partita autostrade

Non è un mistero che l’opzione Atlantia sia quella più gradita sia dal partner industriale Delta Airlines che dalla componente leghista di governo. Un’apertura di credito è arrivata, nei giorni scorsi, anche dai pentastellati: “Nessun pregiudizio”, aveva detto due giorni fa Luigi Di Maio, facendo di fatto decadere quello che sembrava un veto. La posizione grillina attingeva a piene mani dalla complessa e articolata vicenda delle concessioni autostradali, partita che si sta giocando su un altro tavolo. E che proprio ieri ha visto un ulteriore affondo da parte del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, il quale ha sottolineato ancora una volta che la revoca sarà senza indennizzo.

Sarebbe illogico pensare che i due tavoli siano separati. Fisicamente lo sono, politicamente è come se fossero un unico gioco. Che Atlantia ha deciso di spostare dall’asfalto al cielo.

Filippo Burla

1 commento

  1. Be’, se non altro un aereo che precipita e’ un episodio piu’ comune rispetto a un ponte che crolla, suscita meno scalpore…

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