Roma, 15 giu – L’ennesima proroga, questa volta di un mese, per conoscere il destino di Alitalia. Ci sarà tempo fino al 15 luglio per la presentazione dell’offerta vincolante che il “promesso sposo” – il gruppo Ferrovie dello Stato – sta cercando di formalizzare attorno ad un gruppo di soggetti interessati per il 40% del capitale ancora da collocare. La decisione, spiega il ministero dello Sviluppo economico, serve infatti per “permettere il consolidamento del consorzio acquirente con i soggetti che sinora hanno manifestato il proprio interesse”.

Salvini boccia l’Alitalia di Lotito

A fronte delle numerose manifestazioni di interesse di cui parla il Mise, ad oggi l’unica offerta sul tavolo dei commissari di Alitalia resta solo quella di Claudio Lotito. Il presidente della Lazio l’ha presentata tre giorni fa, raccogliendo però l’opposizione di Salvini: “Per il momento si occupa di far giocare dei ragazzi a pallone con alterne vicende e alterne fortune. Li vedo due mondi abbastanza lontani, onestamente”, ha detto.

Parte della partita vorrebbe essere anche il gruppo Toto, che già in passato (con AirOne) aveva incrociato i destini della nostra compagnia di bandiera. L’ipotesi non sembra però gradita a Delta Airlines, che insieme a Ferrovie e al ministero dell’Economia sta tentando di radunare la cordata per rilevare gli asset di Alitalia.

La Lega sposa l’ipotesi Atlantia

Con Delta e via XX Settembre al 15% ciascuno e Fs al 30% circa, resta ancora un 40% da coprire. L’unico norme circolato finora è quello di Atlantia, la holding di famiglia Benetton (la controlla tramite la “cassaforte” Edizione Srl) titolare di partecipazioni quasi totalitarie, fra le altre, in Autostrade per l’Italia e in Aeroporti di Roma.

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Al placet di Delta si è di recente aggiunto Salvini, che ha definito Atlantia un “partner naturale” per il salvataggio di Alitalia: “Se ci sono partner che si occupano di infrastrutture e di trasporti io da utente sono più tranquillo”. Lo scoglio, a questo punto, diventa politico. Dal M5S non esiste alcun veto esplicito ma è indubbio che pesi, nella discussione, la vicenda legata alla tragedia del Ponte Morandi e ai rapporti con il dominus di Autostrade. Il quale, a sua volta, nonostante i “no comment” di facciata, sta giocando la partita Alitalia proprio per ribaltare il tavolo di quella, delicata, sulle concessioni.

Filippo Burla

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