bus_atac-2Roma, 27 ago – Diciamo che il disegno c’era: mandare tutto in malora e “privatizzare” Atac al miliardario cinese Wang Chaunfu .
La faccenda, dopo i primi segnali registrati a fine 2014, prende corpo a inizio marzo 2015 quando il Comune di Roma (azionista di maggioranza dell’Atac) annuncia l’acquisto di nuovi autobus per circa un miliardo di euro, roba da risollevare l’economia nazionale e far schizzare alle stelle le quotazioni delle nostre aziende storiche che producono mezzi pubblici.

Invece no, si presenta appunto Wang Chaunfu (180.000 dipendenti in Cina, patrimonio personale stimato a oltre 50 miliardi di euro) che tratta per la fornitura degli autobus inviandone uno in prova che viene esibito per le strade di Roma e una possibile partecipazione nell’azionariato di Atac.

E, fra il compiacimento dell’amministrazione si verifica che l’autobus cinese, ebbene, cammina! Esattamente come quelli di produzione nazionale della Breda o della Irisbus. Ed è anche elettrico! Esattamente come quelli nazionali già in servizio da anni sui percorsi attrezzati allo scopo (in realtà gli autobus elettrici erano in servizio a Roma già negli anni ’50 e ’60, poi li abbiamo regalati ad Atene dove ancora funzionano)

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Ai primi di luglio la situazione esplode a causa dello “sciopero bianco” di alcuni macchinisti della metropolitana che esaspera una situazione già incandescente coi passeggeri letteralmente “torturati” dalla ressa e dal caldo, e non si trova di meglio che additare gli autisti alla pubblica esecrazione per coprire le magagne dell’amministrazione (è il “metodo Cadorna”, Caporetto, le decimazioni)

Parte una campagna stampa dove li si accusa senza mezzi termini di essere privilegiati fancazzisti, una sorta di corporazione che lavora pochissimo creando il disagio ai cittadini e che si ribella al nobile tentativo dell’Amministrazione di Sinistra di riportarli all’ordine e alla legalità.

Uno di loro “non ci stà” e in una celebre intervista resa proprio mentre va a lavorare denuncia la carenza di mezzi di trasporto, moltissimi dei quali sono fermi in manutenzione. Peggio! Lui viene sospeso e le colpe si riversano anche sugli addetti alla manutenzione, ancora una volta fancazzisti, corporativi e nullafacenti. Ancora il metodo Cadorna.

Ma accadono due episodi:

Un treno della metropolitana viaggia con le porte aperte, documentato dai video girati dai passeggeri. E’ una evidente gravissima carenza di manutenzione perchè il treno con le porte aperte “non deve poter partire”, automaticamente.

Un bambino muore nella metropolitana precipitando da un ascensore guasto durante una manovra di soccorso. Ma l’ascensore non era stato messo a norma con il sistema di ritorno automatico al piano, obbligatorio.

E il “caso Atac” diventa un caso nazionale. Anche il paperone cinese Wang Chaunfu si tira indietro denunciando che dell’autobus dato in prova non gli sono stati pagati nemmeno cinque canoni da 7.000€ scaduti, altro che fornire un miliardo di € di autobus e pagare qualche altro miliardo per la partecipazione azionaria in Atac. Facciamo chiarezza.
 Se ci sono “privilegi” vanno rimossi. Ma non risulta che ci siano. C’è una intervista dell’assessore ai Trasporti di Roma Capitale, Guido Improta, 29 ottobre 2014:

Atac, stangata sugli abbonamenti Autisti quattro ore di più alla guida – Corriere.it

«Nel settore degli autisti abbiamo immaginato un aumento delle ore medie settimanali di guida da 32 a 36. Non stiamo chiedendo delle cose in più, ma il rispetto del contratto nazionale.


Poiché la settimana è di 7 giorni di cui 5 lavorativi per un totale di 40 ore, se fanno 36 ore/sett. di guida sono 7,2 h/giorno. Prima erano 6,4 h/giorno.

Quindi direi che gli autisti stanno a posto, il “metodo Cadorna” vale come nel 1918: pararsi il sedere dando la colpa ai dipendenti.

E quindi a fronte dei disservizi veri, verificati ogni giorno dall’utenza romana ci sono altri motivi: l’enorme numero di mezzi fermi in “manutenzione”, su circa 2.000 autobus Atac si legge di circa un terzo, oltre 600. 
Anche qui nelle ultime settimane si era parlato di dipendenti fancazzisti, ancora “metodo Cadorna”.

Troviamo un articolo de Il Messaggero, 22 febbraio 2014:

Un debito colossale di oltre mezzo miliardo di euro verso i fornitori. I conti di Atac fanno paura. Anche perché oggi, spiegano sindacati e alcuni dirigenti, l’azienda sta intaccando i fondi per la sicurezza per pagare le manutenzioni ordinarie più urgenti, in attesa che Comune e Regione Lazio sblocchino la situazione e i fondi. La copertura economica, deliberata dal Campidoglio con la proroga dei contratti di servizio copre fino a fine marzo, dopo di che l’azienda potrebbe avere seri problemi con le banche, con il conseguente blocco del credito (l’approvazione del Salva Roma potrebbe risolvere l’empasse). Ciò che preoccupa, inoltre, è la continua esternalizzazione di servizi che – secondo i rappresentanti Rsu dei lavoratori – l’azienda è in grado di fare internamente, «con un netto risparmio di costi». Condizioni che hanno convinto il sindacato a proclamare un nuovo sciopero il 19 marzo.

Una recente comunicazione interna, recapitata ai vertici dell’azienda, dà l’allarme sulla mancanza di ricambi e di materiale di consumo per la manutenzione ordinaria, per esempio a Grottarossa, tirando in ballo i 135 mezzi fuori servizio ai quali potrebbero aggiungersene di nuovi.

E ancora c’è da dire sul “Paperone Cinese” che per fortuna ha capito con chi ha a che fare ed è fuggito (se non mi pagano cinque rate da 7.000€, come fanno a pagarmi il miliardo?) Con la crisi occupazionale che c’è per comprare un miliardo di € di autobus mi rivolgo a una ditta cinese invece che a Iveco o Irisbus o comunque un produttore italiano. Ma lo hanno fatto anche altri Comuni! Male, malissimo. Ma gli autobus cinesi sono elettrici! L’Ecologia!

Ma anche quelli italiani sono elettrici, sono in servizio da anni. E poi gli autobus cinesi sono a batteria, e le batterie hanno una limitata autonomia (circa 200 km e dopo hanno bisogno di ore di ricarica), sono pesanti pregiudicando l’efficienza del mezzo, durano 5/6 anni e poi si deve cambiarle con spesa notevolissima, e sono costose da smaltire come rifiuto pericoloso.

Le aziende italiane invece hanno sviluppato la tecnologia del filobus che prende l’elettricità col pantografo, sono praticamente eterni, esistono credo dagli anni ’30, manutenzione modestissima, e non inquinano lo stesso. Come quello in immagine in servizio a Milano.

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E seppure risultasse conveniente sviluppare gli autobus a batteria li si progetta e li si costruisce in Italia, senza Paperone Cinese.
 Un miliardo di € di lavoro per i nostri tecnici, le nostre maestranze e le nostre aziende. Occupazione, PIL, crescita, proprio quello che tutti a chiacchiere vanno cercando.

Luigi Di Stefano

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Commenti

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3 Commenti

  1. Sono sempre più convinto che è necessario cambiare le regole ma soprattutto cambiare questa classe dirigente “generata” da una classe politica indifferente ai veri problemi della gente, preoccupata esclusivamente della gestione del loro potere e del male affare, ma in primo luogo la gente (NOI) dovrebbe prendere coscienza che spetta SOLO a noi decidere chi come ci deve governare, e che sarebbe ora di cambiare ……

  2. Lo sapete che l’Agenzia delle Entrate avrebbe tutte le attribuzioni per eseguire una verifica fiscale al Comune di Roma e a tutti i suoi corrispondenti economici? Vi siete chiesti perché non agisce in questa direzione?

  3. Abbiamo una classe dirigente che cura solo i propri interessi, malgrado stiamo facendo fallire le piccole aziende, perchè non pagate da mesi, lo stipendio dei dirigenti non diminuisce anzi aumenta grazie a un ingiustificato premio di produzione e assegnazione di doppi incarichi, grazie a un intoccabile diritto a una serie di benefit tra cui un auto aziendale (ricomprate in leasing tutte a gennaio) e una card per fare benzina al distributore, senza contare bollo, assicurazione e manutenzione tutto a carico dell’ATAC.
    http://www.atac.roma.it/files/doc.asp?r=4015

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