Roma, 2 lug – Revoca totale della concessione ad Autostrade per l’Italia sull’intera rete, senza alcun indennizzo in quanto la società non avrebbe adempiuto ai propri obblighi contrattuali. A poche ore dalla diffusione del primo video in assoluto sul crollo del Ponte Morandi (secondo la Procura di Genova si tratta della “prova regina” che dimostrerebbe il collegamento fra la rottura dello strallo corroso e il cedimento dell’impalcato) e dalla pubblicazione della relazione a firma dei tecnici del ministero delle Infrastrutture, questa è la strada che sta tentando di percorrere il M5S.

Autostrade: il M5S tira dritto

Nonostante la Lega freni sull’ipotesi nazionalizzazione, i pentastellati non sembrano voler cedere. “Chi fa crollare un ponte con 43 morti non è stato in grado di rispettare le regole, di gestirlo e non è all’altezza di gestire un bene pubblico italiano”, ha spiegato Danilo Toninelli. Parole a cui hanno fatto eco quelle, dal sapore più politico e rivolte direttamente all’alleato di governo, di Luigi Di Maio: “Il silenzio della Lega sulla revoca fa sentire protetti i Benetton”, ha affermato.


Secondo il titolare delle Infrastrutture, le palesi inadempienze che hanno portato alla tragedia di Genova sarebbero sufficienti a giustificare la revoca della concessione ad autostrade. Facendo peraltro decadere l’obbligo di indennizzare la società dei Benetton, che si starebbe già muovendo per quantificare le eventuali penali: secondo uno studio Mediobanca, si attesterebbero tra i 22 e i 25 miliardi di euro. Una richiesta che Toninelli rispedisce direttamente al mittente, bollandola come “illegittima e anticostituzionale” in quanto prevederebbe la corresponsione all’ex concessionario anche dei mancati utili da qui alla scadenza del contratto, vale a dire il 2038.

Nella sua crociata, il ministro pentastellato è spalleggiato ancora una volta dal vicepremier: “Rispetto a quanto riportato da qualcuno in questi giorni, ovvero che laddove revocassimo la concessione ai Benetton l’Italia sarebbe costretta a pagare un risarcimento enorme – ha scritto Di Maio in un post su facebook – la Convenzione stessa parla chiaro: all’articolo 9 bis prevede che il diritto a indennizzo/risarcimento del concessionario sussiste “nel rispetto del principio dell’affidamento”. Di fronte a gravi inadempienze come il Ponte di Genova, dove persero la vita 43 persone innocenti, è evidente che questo principio viene a mancare”.

La posizione di Autostrade: “Nessun grave inadempimento”

Diametralmente opposta a quella dei grillini è, invece, la posizione di Autostrade per l’Italia. Secondo la società, che dichiara di “non aver ricevuto alcuna comunicazione in relazione al procedimento in corso e di aver appreso solo da notizie di stampa dell’esistenza e dei contenuti della relazione della Commissione ministeriale insediata presso il Mit” e contesta  “il metodo di diffusione alla stampa in modo pilotato e parziale di stralci di tale relazione, prima ancora che essa sia resa nota alla controparte, come è richiesto dal procedimento amministrativo in essere”, non sembra infatti “emergere alcun grave inadempimento agli obblighi di manutenzione”.

Non solo. Di fronte alle accuse di aver mancato all’obbligo di custodia, Autostrade sottolinea che ciò “costituirebbe un addebito erroneo ed inapplicabile al caso di specie, trattandosi di una infrastruttura che sarà restituita allo Stato al termine della concessione, per effetto della sua ricostruzione affidata dal Commissario per Genova ed interamente finanziata da Aspi”.

Filippo Burla

Commenti

commenti

8 Commenti

  1. Io sare per la nazionalizzazione delle autostrade la cui costruzione fu finanaziata dai cittadini italiani con le proprie tasse.
    Non capisco perchè la Lega si ostini a non volerle nazionalizzare.
    Questo è uno degli aspetti che continuano a rendermi critico nei confronti della Lega.

  2. Uno dei pochi casi in cui Di Maio si mostra superiore alla lega.La nazionalizzazione è fondamentale anche per abbassare i pedaggi oggi altissimi e che servono solo a drenare denaro dagli italiani alle oligarchie estere che controllano le autostrade a loro svendute (Benetton è poco piu’ che un prestanome).Oggi gli italiani non possono spesso nemmeno permettersi di girare per il loro paese dato che il pedaggio costa quanto la benzina, già carissima e piena di tasse.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here